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Mar 02, 2017 Marco Schiaffino Intrusione, Mercato, News, RSS 0
I nodi legati al mega furto di account di Yahoo vengono finalmente al pettine e la dirigenza dell’azienda di Sunnyvale non ne esce decisamente bene.
A inchiodare i manager alle loro responsabilità ci ha pensato un documento ufficiale chiamato “modulo 10-K”, che le aziende statunitensi devono pubblicare ogni anno.
Nel documento, che contiene varie informazioni, c’è contenuto un riassunto dell’indagine condotta da una commissione indipendente proprio sulla vicenda della violazione subita da Yahoo nel 2014 ed emersa pubblicamente solo l’anno scorso.
Il giudizio della commissione è impietoso: i responsabili di Yahoo sarebbero stati al corrente della violazione sin dal 2014, quando era appena avvenuta, ma avrebbero colpevolmente sottostimato il problema.

Marissa Mayer, amministratore delegato di Yahoo, ha cercato ripetutamente di minimizzare le responsabilità della dirigenza nella pessima gestione della vicenda.
L’indagine permette anche di capire quale sia la portata della violazione legata alla possibilità che i pirati informatici hanno avuto di accedere agli account degli utenti attraverso dei cookie falsificati. Gli account violati sarebbero ben 32 milioni.
Sempre stando al report, emerge come Yahoo non avrebbe avvisato con la necessaria tempestività i suoi clienti (ma per capirlo non era necessaria una commissione ad hoc) i cui account sarebbero stati violati tra il 2014 e il 2016 senza che gli fosse segnalato questo rischio.
Le conseguenze del report non si sono fatte attendere e a pagare il prezzo più alto è la CEO Marissa Mayer, che si è vista negare il bonus per l’anno passato. La stessa dirigente ha poi dichiarato di rinunciare a qualsiasi assegnazione azionaria.
Secondo fonti di stampa, che hanno tentato una stima sulla base dei bonus e delle assegnazioni di cui ha goduto negli anni passati, si tratterebbe di circa 14 milioni di dollari che non entreranno nelle tasche della Mayer.
Nulla, però, rispetto alle conseguenze economiche subite dall’azienda in seguito alla vicenda del breach: Verizon, che è da tempo in trattativa per l’acquisizione di Yahoo, ha infatti recentemente abbassato la sua offerta riducendola di 350 milioni di dollari.
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