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Mag 16, 2018 Marco Schiaffino News, RSS, Vulnerabilità 1
Quella legata alle vulnerabilità dei processori Intel (e non solo) sembra essere una vicenda in grado di trascinarsi per molto più di tempo di quanto ci potessimo aspettare.
Già dopo l’annuncio “shock” avvenuto all’inizio dell’anno, si sono susseguite una serie di interventi, correzioni, marce indietro e inghippi di varia natura che hanno rallentato notevolmente il processo di aggiornamento che dovrebbe correggere i bug alla base delle vulnerabilità.
Ora, però, si scopre che potrebbero esserci ulteriori falle di sicurezza che sfruttano in maniera diversa lo stesso principio e che potrebbero addirittura avere un impatto superiore rispetto a quelle originali.

Quando su Internet compaiono loghi dedicati a una vulnerabilità, si può stare certi che ci avremo a che fare per un bel po’ di tempo…
A darne notizia è stato per primo il sito di news Heise.de, che in un articolo comparso lo scorso 3 maggio ha annunciato che alcuni ricercatori stanno studiando le nuove vulnerabilità e che dovrebbero avviare un percorso con i produttori interessati per sviluppare le patch necessarie per “disinnescarle”.
Parliamo di produttori (al plurale) perché gli analisti ritengono che il problema non riguardi solo Intel: alcuni processori AMD e ARM potrebbero essere vulnerabili agli attacchi.
Di dettagli ne sono usciti pochi, ma quelli pubblicati non lasciano presagire nulla di buono. In particolare, i ricercatori hanno sottolineato il fatto che gli attacchi permetterebbero di colpire anche obiettivi che Spectre e Meltdown non avrebbero consentito di mettere nel mirino.
Nel dettaglio, le nuove tecniche di attacco consentirebbero di infettare una macchina virtuale e da lì colpire il computer host o altre VM presenti sullo stesso server. Un vero incubo per chi utilizza servizi su cloud, dove una catena di infezioni del genere sarebbe devastante.
È probabile che riusciremo a saperne qualcosa di più nei prossimi giorni, per il momento ciò che è certo è che dalle parti di Intel e soci devono avere parecchio da fare.
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One thought on “Pensavate di esservi liberati di Spectre? Sbagliato!”