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Giu 06, 2017 Marco Schiaffino Gestione dati, Leaks, News, RSS 0
Un database con i dati riguardanti più di 10 milioni di veicoli è liberamente accessibile per chiunque da be 137 giorni. Come spiega Bob Diachenko di MacKeeper, il database è stato individuato dai ricercatori di Kromtech Security e sarebbe probabilmente una raccolta dati messa insieme da qualche grosso venditore per scopi di marketing.
Fatto sta che al suo interno si trovano le informazioni personali (nome completo; residenza; numero di telefono; indirizzo email; modalità di pagamento per l’acquisto dei veicoli) di milioni di persone. Per accedervi non è necessaria alcuna forma di autenticazione.
Ancora più grave, il database contiene il numero identificativo dei veicoli (Vehicle Identification Number o VIN) che negli USA viene usato per identificarli in maniera univoca.
Tutte informazioni che possono risultare molto utili alle gang che si occupano di furti d’auto. I VIN vengono infatti usati per “riciclare” i veicoli rubati. Il metodo tradizionale è piuttosto artigianale: una volta rubata un’auto, i ladri di solito si recano in uno stato confinante e cercano un veicolo dello stesso modello per copiarne il VIN, che è riportato su una targhetta posizionata in parti (più o meno) accessibili del veicolo.
Una volta ottenuto l’identificativo, producono una falsa targhetta con lo stesso VIN e l’applicano sul veicolo rubato. In questo modo possono rivendere l’auto rubata, che grazie al “nuovo” VIN non risulta tra i veicoli rubati. Visto che negli USA la gestione di passaggi di proprietà dei veicoli è piuttosto “fluida”, l’espediente è sufficiente per garantire ai ladri di incassare senza correre troppi rischi.

Il VIN offre numerose informazioni riguardanti la macchina ma, soprattutto, è quello che viene usato per capire se ne è stato denunciato il furto.
Grazie al database scoperto da Kromtech Security, adesso i ladri non devono nemmeno fare la fatica di andare a cercare un veicolo uguale: possono fare la ricerca su Internet e ottenere in un attimo il VIN che gli serve.
I dati presenti nell’archivio online, però, contengono anche altre informazioni riguardanti i veicoli in questione. In particolare, il database contiene le informazioni riguardanti il prezzo d’acquisto e le modalità di pagamento scelte da ogni singolo cliente. Informazioni che, nelle mani giuste, aprono la strada a possibili truffe ai danni dei proprietari dei veicoli.
I cyber-criminali, infatti, hanno la possibilità di accedere a informazioni dettagliate (come il valore delle rate del finanziamento) che gli consentirebbero di confezionare messaggi di phishing estremamente credibili.
I dati raccolti dal database sono già stati inseriti nel sito Have I Been Pwned, che consente a chiunque di verificare se i suoi dati personali sono stati resi pubblici in qualche modo.
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