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Mag 10, 2021 Marco Schiaffino Attacchi, In evidenza, Malware, News, RSS 0
La fissazione degli esperti di sicurezza per prevedere una protezione dei servizi strategici dai cyber attacchi non è una semplice paranoia. A dimostrarlo, in questi giorni, è arrivato il caso della Colonial Pipeline Company, una delle maggiori aziende che gestisce la distribuzione di carburanti sul territorio degli Stati Uniti.
Nella giornata del 7 maggio, l’azienda è infatti rimasta vittima di un attacco ransomware. Nel comunicato ufficiale, i portavoce della società statunitense spiegano che in seguito all’attacco, è stata presa la decisione di mettere offline alcuni servizi per impedire l’ulteriore diffusione del malware.
Nonostante i toni rassicuranti utilizzati dall’azienda, il dubbio che l’attacco abbia provocato il blocco dell’erogazione del carburante (benzina e gasolio) solleva non poche preoccupazioni.

L’attacco, secondo quanto riporta Reuters in un articolo pubblicato domenica, sarebbe opera di un gruppo di pirati informatici chiamati DarkSide.
DarkSide, secondo quanto riportano le fonti di stampa, è un gruppo specializzato in attacchi ransomware che ha adottato lo schema della “doppia minaccia”: oltre a bloccare i sistemi delle vittime, prevedono la pubblicazione online dei dati di chi non paga il riscatto.
Una strategia che è diventata piuttosto comune e che consente ai cyber criminali di mettere una maggiore pressione sulle aziende colpite, che temono di vedere rendere pubblici dati sensibili o addirittura compromettenti.
Il gruppo, però, sostiene di seguire una sorta di codice etico nella sua attività. Prenderebbero di mira solo grandi società, evitando in particolare di colpire enti pubblici, ospedali ed enti del settore scolastico. Parte dei soldi ottenuti, inoltre, verrebbero distribuiti in beneficienza.
L’attacco ala Colonial Pipeline Company ha però fatto scattare lo stato di emergenza negli Stati Uniti, in cui è stato avviato un piano per compensare l’eventuale scarsità di rifornimenti.
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