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Dic 13, 2017 Marco Schiaffino Attacchi, Hacking, News, RSS, Vulnerabilità 0
Lo 007 di turno viola il sistema informatico e ottiene rapidamente l’accesso a tutte le aree controllate da serrature elettroniche semplicemente con un clic del mouse. In quanti film di spionaggio l’abbiamo visto fare? Nella realtà, però, le cose non sono così semplici. O per lo meno non dovrebbero esserlo.
Le serrature elettroniche, infatti, hanno sistemi di controllo piuttosto rigidi che impediscono a chiunque (anche con accesso ai sistemi) di aprirle a volontà.
Peccato che alcuni di questi dispositivi soffrano di una vulnerabilità che permette di fare esattamente ciò che gli sceneggiatori ci hanno propinato per anni in varie produzioni hollywoodiane.
A scoprire il bug (CVE-2017-16241) sono stati i ricercatori di Secureworks, che in un report pubblicato sul loro sito descrivono tutti i dettagli di ciò che hanno scoperto attraverso una laboriosa opera di reverse engineering.
Le vittime del possibile attacco sono gli AMAG Technology Symmetry Door Edge Network Controllers, alle quali è possibile inviare una serie di comandi (apri, chiudi, aggiungi un nuovo ID) tramite la rete locale.

Secondo i ricercatori, basta catturare il comando desiderato e inviarlo di nuovo al dispositivo per ottenere l’effetto desiderato. Il sistema, a quanto pare, non controlla quale sia l’origine.
Naturalmente un eventuale privato che sia riuscito a fare breccia nei sistemi avrebbe la possibilità di controllarle anche dall’esterno.
L’elemento più preoccupante, al di là della suggestiva immagine di qualcuno che apre e chiude le porte in tempo reale da un terminale, è quello relativo alla possibilità di aggiungere nuove autorizzazioni, che consentirebbero a un cyber-criminale di introdursi nel software, aggiungere badge falsificati e uscire dal sistema.
Se nessuno si dovesse accorgere dell’intrusione, i pirati potrebbero avere un accesso fisico ai locali del loro bersaglio e ottenere così una maggiore libertà d’azione.
Soluzioni? Stando a quanto scrivono i ricercatori non ne sono previste. AMAG ha infatti definito la vulnerabilità come “fuori dai canoni”, visto che una configurazione corretta dei loro prodotti prevede l’uso di un sistema crittografico che impedirebbe la cattura e l’invio di pacchetti con i comandi in quesitone. Già, e per quelle configurate male?
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