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Nov 03, 2016 Marco Schiaffino Gestione dati, News, Privacy, Prodotto 0
La questione della gestione delle password è da sempre uno dei “temi caldi” nell’ambito della sicurezza. E lo è ancora di più in questo 2016, che ha visto una raffica di leak e violazioni che hanno messo a rischio le credenziali di accesso di milioni di utenti.
Se i classici vademecum per la creazione di password robuste e le cosiddette “buone pratiche” hanno negli anni mostrato tutti i loro limiti, una delle poche soluzioni che offrono qualche certezza (come spieghiamo nella nostra guida) è quella di rivolgersi a un password manager.
Uno dei più diffusi è LastPass, disponibile gratuitamente per tutti i browser più diffusi e per i dispositivi mobili iOS, Android e Windows.
Uno dei limiti del servizio, però, è sempre stato l’esclusione della funzione di sincronizzazione tra diversi dispositivi, disponibile solo nella versione Premium a pagamento.
Un limite non da poco, che finiva spesso per scoraggiare gli utenti dall’usare le funzioni più utili (come la generazione di password complesse) proprio a causa dell’impossibilità di usare il servizio anche su altri dispositivi.
Ora però le cose sono cambiate: a partire da ieri la funzione di sincronizzazione è disponibile anche per la versione gratuita.

La disponibilità della sincronizzazione nella versione gratuita può essere un “plus” notevole per la diffusione del software.
Ad annunciarlo è stato il fondatore Joe Siegrist, che nel suo post spiega come la funzione di sincronizzazione sia ormai indispensabile per garantire la diffusione di un software come LastPass.
“Quando abbiamo lanciato LastPass nel 2008 il mondo era diverso” ha scritto Siegrist. “L’iPhone era in circolazione da un anno e Android non esisteva nemmeno. Nel mondo di oggi, crediamo che il modo migliore per beneficiare della sicurezza e comodità di LastPass sia averlo su tutti i dispositivi”.
La versione Premium (che costa 13 dollari all’anno) però sopravvive e offre alcune funzioni aggiuntive che mantengono un certo appeal. Prima tra tutte l’autenticazione a due fattori basata su invio di SMS o app specifiche per smartphone.
Chi non ha intenzione di aprire il portafogli e si “accontenta” di un password manager sincronizzato tra i vari dispositivi, però, da oggi non ha più scuse.
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