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Gen 09, 2017 Marco Schiaffino Attacchi, Gestione dati, In evidenza, News, RSS, Vulnerabilità 0
Tutto è cominciato con una manciata di casi all’inizio della settimana scorsa, ma nel corso del week end la campagna di attacchi contro i server che usano Mongo DB ha assunto proporzioni più che preoccupanti.
Stando a quanto riportato da Niall Merrigan e Victor Gerves, i due ricercatori che hanno lanciato il primo allarme, in poche ore gli hacker avrebbero colpito più di 27.000 server con Mongo Db.
Il modus operandi è sempre lo stesso: i pirati accedono al database sfruttando vulnerabilità note e sostituiscono i dati all’interno del server con una tabella che contiene una richiesta di riscatto in bitcoin. Solo pagando, i legittimi proprietari potranno riavere i loro dati.
Secondo i ricercatori, all’opera ci sarebbero più gruppi di cyber-criminali, che in alcuni casi avrebbero colpito più volte gli stessi server. Il risultato è il caos: in alcuni casi gli amministratori dei server colpiti non riescono nemmeno a capire a chi dovrebbero rivolgersi per riavere i loro dati.

I database colpiti, nella maggior parte dei casi, non soffrono di particolari vulnerabilità: sono semplicemente configurati male. E dire che Mongo DB integra anche un sistema di avvisi per sapere se è esposto su Internet…
Quando un nuovo gruppo viola un server, infatti, cancella la richiesta di riscatto del precedente e i legittimi proprietari rischiano di sborsare fino a 500 euro per vedersi restituire… la richiesta di pagamento di altri hacker!
Come riportato da Bleeping Computer, gli attacchi sono automatizzati e sfruttano degli script piuttosto semplici che permettono di violare gli account per l’accesso a Mongo DB.
Gli sviluppatori di Mongo DB hanno intanto rilasciato nuove linee guida per mettere in sicurezza i database. Viste le dimensioni dell’attacco, però, è piuttosto difficile che questa mossa possa rappresentare un argine all’azione dei pirati.
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