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Feb 06, 2020 Marco Schiaffino Attacchi, In evidenza, Malware, News, RSS, Vulnerabilità 0
Lo scorso 14 gennaio, Microsoft ha interrotto il supporto per Windows 7 e il sistema operativo, di conseguenza, non riceverà più gli aggiornamenti di sicurezza. Se nel settore della cyber-security ci si aspettava che la situazione venisse sfruttata da pirati informatici per i loro attacchi, nessuno poteva però immaginare che ciò sarebbe avvenuto in tempi così rapidi.
A meno di un mese dalla scadenza del supporto, è invece spuntata la prima campagna di attacchi malware che punta subito sulla vulnerabilità del “vecchio” Windows 7. E lo fa utilizzando il malware Lemon Duck.
Secondo i ricercatori, i pirati informatici starebbero puntando specificatamente al settore manifatturiero e, in particolare, ai dispositivi gestiti da versioni embeded di Windows 7 o associati a device con lo stesso sistema operativo. Secondo TrapX Security, ci sarebbero ancora 200 milioni di dispositivi che equipaggiano la vecchia versione del sistema Microsoft.
Tra questi, Smart TV e stampanti “intelligenti”, ma soprattutto dispositivi e computer cui è affidata la gestione di sistemi di produzione industriale. Non a caso, i ricercatori hanno individuato il malware sui sistemi di tre grandi aziende manifatturiere che operano a livello globale.
Il payload è rappresentato dal solito XMRig, un miner per Monero che sfrutta la potenza di calcolo dei device infetti per generare cipto-valuta.
Secondo quanto spiegano i ricercatori, la scelta di colpire dispositivi con Windows 7 dipenderebbe dal fatto che il malware, su Windows 10, verrebbe automaticamente bloccato dai sistemi di difesa del sistema operativo. Su Windows 7, invece, può operare indisturbato.
Il dato più preoccupante, però, riguarda lo scenario che emerge dal corposo report pubblicato dai ricercatori di TrapX Security, Lemon Duck è stato utilizzato già in passato e sfrutta una serie di tecniche per diffondersi all’interno delle reti locali, ad esempio utilizzando i servizi SMB (su porta 445) e MSSQL (su porta 1433), per individuare i dispositivi vulnerabili, che attacca principalmente utilizzando tecniche di brute forcing.
Insomma: Lemon Duck usa delle varianti di EternalBlue, la vulnerabilità utilizzata da WannaCry e sfruttata ancora l’anno scorso in altre campagne di diffusione di malware. In pratica, la nuova ondata di attacchi con Lemon Duck conferma che ci sono ancora migliaia (milioni?) di macchine che non sono state aggiornate per proteggerle da un attacco che dovremmo poter considerare ormai obsoleto.
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