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Gen 29, 2026 Marina Londei In evidenza, News, RSS, Tecnologia, Vulnerabilità 0
Pochi giorni fa OpenSSL ha rilasciato alcune patch per risolvere 12 vulnerabilità individuate, col supporto dell’IA, dalla compagnia di sicurezza AISLE.
“L’analizzatore autonomo di AISLE ha individuato tutte e 12 le CVE nella versione coordinata di gennaio 2026 di OpenSSL, la libreria crittografica open source che è alla base di una parte consistente delle comunicazioni sicure a livello mondiale. Alcune di queste vulnerabilità erano presenti nel codice OpenSSL da decenni e sono riuscite a sfuggire all’attenzione di migliaia di ricercatori nel campo della sicurezza” ha specificato il team della compagnia. Alcuni bug risalivano addirittura al 1998.
Le 12 vulnerabilità di OpenSSL sono presenti in più di otto sottosistemi diversi, tra cui CMS, QUIC e algoritmi di firma post-quantum. Tra i bug considerati più gravi c’è la CVE-2025-15467, uno Stack Buffer Overflow nell’analisi di dati CMS AuthEnvelopedData che consente l’esecuzione di codice remoto.

Il tool ha individuato anche una vulnerabilità di gravità moderata: la CVE-2025-11187 è una mancata validazione dei parametri PBMAC1 in PKCS#12 che potrebbe innescare un buffer overflow basato su stack.
Le altre dieci falle sono considerate di gravità bassa e possono abilitare attacchi di Denial of Service, corruzione della memoria, esaurimento delle risorse e sfruttamento di difetti di crittografia.
Oltre a queste 12 vulnerabilità, AISLE ha scoperto altre 6 criticità che però non hanno ricevuto una designazione CVE: grazie all’integrazione dell’analisi autonoma nei flussi di sviluppo, i bug sono stati rilevati e corretti prima che il codice vulnerabile venisse effettivamente rilasciato agli utenti.
Non appena il sistema automatizzato ha individuato i bug, AISLE ha collaborato a stretto contatto con OpenSSL per risolvere le vulnerabilità e rilasciare le patch il prima possibile.
Stanislav Fort, fondatore e Chief Scientist della compagnia di sicurezza, ha sottolineato che l’uso di uno strumento potenziato dall’IA ha permesso di individuare più facilmente i bug, rafforzando un processo che prima era quasi esclusivamente umano. “I revisori umani sono limitati dal tempo, dall’attenzione e dall’enorme volume di codice nei sistemi moderni. L’analisi statica tradizionale rileva alcune classi di bug, ma ha difficoltà con errori logici complessi e problemi dipendenti dal tempo. Al contrario, l’analisi autonoma basata sull’intelligenza artificiale opera su una dimensione diversa. È in grado di esaminare percorsi di codice e casi limite che richiederebbero mesi di lavoro ai revisori umani e funziona in modo continuo anziché periodico” ha specificato Fort.
Si raccomanda agli utenti OpenSSL di aggiornarlo il prima possibile alla versione più recente.
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