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Ago 04, 2023 Marina Londei Approfondimenti, Campagne malware, In evidenza, Minacce, RSS 0
Il panorama del cybercrimine è in continua evoluzione: oltre alla comparsa di nuove minacce, stiamo assistendo al ritorno di vecchie glorie pronte a colpire di nuovo. Stando all’ultimo report di sicurezza di Kaspersky, Emotet e LokiBot sono tornati alla carica con nuove campagne, ed è stato scoperto un nuovo loader di nome DarkGate.
Quest’ultimo ha fatto la sua comparsa a giugno ed è un loader che vanta funzionalità aggiuntive rispetto a quelle tipiche di un downloader, come VNC nascosto, il furto della cronologia del browser, l’esclusione di Windows Defender, reverse proxy e furto dei token di Discord. Il malware si organizza in quattro fasi, l’ultima delle quali scarica il payload ed esegue DarkGate. La particolarità del loader è la capacità di crittografare le stringhe con chiavi personalizzate e un set di caratteri speciali.
I ricercatori si sono imbattuti anche in nuove attività di LokiBot, un infostealer che è apparso per la prima volta nel 2016 ed è rimasto attivo ancora oggi. Progettato per sottrarre credenziali da diverse applicazioni, come browser e client FTP, si è reso protagonista di una recente campagna di phishing che prendeva di mira le società di trasporti navali.

Pixabay
Nel caso specifico di quest’ultima campagna, gli attaccanti inviavano alle vittime un’email dove si richiedeva di pagare delle tasse portuali il prima possibile. In allegato all’email c’era un documento Excel che, quando aperto, chiedeva all’utente di abilitare le macro. Questo passaggio sfruttava la vulnerabilità nota CVE-2017-0199 di Microsoft che permette l’installazione di programmi e l’apertura di file in remoto; in seguito, veniva aperto un documento RTF che sfruttava una seconda vulnerabilità, la CVE-2017-11882, per scaricare ed eseguire LokiBot.
Kaspersky ha inoltre rilevato il ritorno di Emotet, una nota botnet smantellata nel 2021 ma tornata di nuovo in azione. L’ultima campagna sfrutta file OneNote malevoli per eseguire VBSCript e scaricare il payload del malware. Una volta nel sistema, Emotet installa ed esegue una DLL per prendere il controllo del dispositivo e renderlo parte della botnet.
La comparsa di DarkGate e le nuove attività di LokiBot ed Emotet sono un chiaro segnale di un’attività continua dei cybercriminali e di un’evoluzione rapida delle minacce. “Poiché questi gruppi di malware si evolvono e adottano nuovi metodi di infezione, è fondamentale che utenti e aziende prestino attenzione e investano in efficaci soluzioni di sicurezza informatica” ha affermato Jorn van der Wiel, Senior Security Researcher di Kaspersky’s Global Research and Analysis Team.
Il consiglio è inoltre di tenere sempre aggiornati i software su tutti i dispositivi esposti alla rete e investire su un’adeguata formazione di sicurezza per i propri collaboratori.
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