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Ago 04, 2023 Marina Londei Attacchi, News, RSS, Tecnologia 0
Dopo WormGPT è emersa una nuova minaccia basata sull’intelligenza artificiale: si chiama FraudGPT ed è in vendita sul dark web e su vari canali Telegram dallo scorso 22 luglio.
Individuato per la prima volta dai ricercatori di Netenrich, FraudGPT è un bot in grado supportare gli attaccanti in diverse attività di truffa e attacchi. Tra le funzionalità del tool ci sono la scrittura di codice malevolo, la creazione di pagine ed email di phishing, la generazione di malware e tool per l’hacking e la capacità di individuare vulnerabilità e leak nei sistemi.
Dietro il tool ci sarebbe l’utente CanadianKingpin del quale non si conosce ancora molto. L’utente offre abbonamenti al tool che partono dai 200 dollari mensili e arrivano ai 1700 dollari annuali.
Anche i ricercatori di SlashNext hanno approfondito la questione, riuscendo a trovare un video condiviso tra gli acquirenti che mostra alcune capacità del tool:
Nel video viene chiesto al chatbot non solo di scrivere un’email di phishing contro i clienti di due famosi istituti bancari, ma anche di fornire una lista di siti web suscettibili ad attacchi di carding, ovvero mirati a rubare informazioni finanziare delle carte di credito degli utenti.
Il team di SlashNext si è messo in contatto con il venditore per approfondire le capacità del chatbot e ha scoperto che l’utente sarebbe al lavoro anche sue due nuovi bot: DarkBART e DarkBERT. Il primo è una versione malevola di Bard di Google, mentre il secondo sembrerebbe essere un chatbot superiore a tutti gli altri, addestrato specificatamente sui contenuti del dark web.
WormGPT e FraudGPT sarebbero quindi solo la punta dell’iceberg, l’inizio di una nuova era del cybercrimine dominata da tool automatizzati in grado di offrire un gran numero di feature e permettere a chiunque di sferrare un attacco.
Le alternative malevole a ChatGPT stanno già attirando numerosi criminali grazie alla loro capacità di generare in poco tempo testi e tool efficaci e pronti all’uso. Man mano che le capacità dell’IA aumenteranno, lo stesso faranno i tool dei cybercriminali. Se al momento le soluzioni di sicurezza riescono ancora identificare le email di phishing generate dall’intelligenza artificiale, presto potrebbero non essere più in grado di farlo.
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