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Giu 16, 2023 Marina Londei Malware, Minacce, News, Privacy, RSS 0
Aumentano gli attacchi al settore della sanità: il focus Healthcare dell’ultimo Rapporto Clusit sul primo trimestre del 2023 ha evidenziato che il settore è stato vittima del 17% degli attacchi totali, un aumento di 5 punti percentuali rispetto al 2022.
Stando ai dati del rapporto, presentato durante l’Healthcare Security Summit, il 71% degli attacchi è stato classificato come grave o critico. Anche se la media è dell’80%, gli impatti degli attacchi sono considerati comunque preoccupanti visto che il settore è quello più colpito e le conseguenze dell’interruzione dei servizi sono rilevanti.
Dal Rapporto Clusit emerge che l’obiettivo principale dei criminali nel settore sanità è la monetizzazione: gli attacchi del primo trimestre dell’anno sono stati per la maggior parte riconducibili al cybercrime. Solo una minima percentuale (3%) è da riferirsi a episodi dimostrativi di hacktivismo.
Per quanto riguarda le tecniche di attacco, nella maggior parte dei casi gli attaccanti hanno usato tecniche sconosciute, mentre in un terzo dei casi hanno sfruttato malware esistenti. I ricercatori si sono soffermati sul fatto che nel 9% dei casi gli attacchi si sono basati su furti di identità e violazione di account, un risultato più alto della media. Il 16% delle intrusioni è stata causata da vulnerabilità presenti nei sistemi.

Pixabay
Come ha spiegato Alessandro Vallega, membro del comitato direttivo e chairman di Clusit, la sanità è stato uno di quei settori che si è visto costretto a intraprendere la strada della digitalizzazione in poco tempo, senza disporre di una preparazione adeguata. Le organizzazioni sanitarie usano strumenti digitali per la maggior parte delle loro attività, ma non c’è ancora abbastanza consapevolezza sui rischi e le contromisure da intraprendere in caso di attacco.
I ricercatori hanno confermato la gravità della situazione e invitato le strutture sanitarie a colmare il gap di sicurezza e di conoscenze sia tramite nuovi investimenti nella cybersecurity che attraverso un’adeguata formazione del personale di ogni livello gerarchico.
Il PNRR prevede finanziamenti pari a 2.5 miliardi per il potenziamento degli strumenti digitali, ma questi non includono la formazione del personale sanitario; per questo motivo è necessario che le singole strutture investano in programmi di sensibilizzazione e in policy di sicurezza adeguate per proteggere i dati sanitari.
“Anche nel settore sanitario la migliore prevenzione è la formazione che deve portare alla consapevolezza nell’uso delle tecnologie digitali, per operare in sicurezza e non compromettere eventuali contromisure già messe in atto” ha concluso Vallega.
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