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Mag 03, 2022 Redazione news News, RSS, Scenario 0
Come riporta Bleeping Computer, il gruppo ransomware REvil aveva chiuso a ottobre dopo che le autorità avevano sequestrato i loro server Tor e il Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa (FSB) ne aveva arrestato dei membri.
Dopo l’invasione dell’Ucraina, però, il governo russo ha dichiarato che gli Stati Uniti si sono ritirati dalle negoziazioni relative alla gang di pirati. Poco dopo, l’infrastruttura Tor di REvil ha ripreso a funzionare, rimandando però i visitatori non più ai vecchi siti ma a nuovi URL di un’operazione ransomware senza nome.

Anche se questi siti sono diversi dai precedenti, contengono riferimenti a nuove vittime e dati sottratti in passati attacchi di REvil. A novembre, d’altro canto, i siti Tor hanno anche pubblicato il messaggio “REvil is bad” quindi finora non c’erano prove certe del ritorno del gruppo ransomware.
L’unico modo per averle consiste infatti nell’ottenere un campione del sistema di criptazione del nuovo malware e analizzarlo. Finalmente è stato trovato dal ricercatore di AVAST Jakub Kroustek che ha confermato che l’operazione è legata a REvil.
Anche se vari gruppi ransomware usano il sistema di criptazione di REvil, infatti, non hanno accesso diretto al codice sorgente e utilizzano eseguibili patchati. Vari analisti confermano invece che il nuovo campione è compilato dai sorgenti e include delle modifiche.
Bleeping Computer ha inoltre testato il campione di ransomware, che ha creato una richiesta di riscatto identica a quelle precedenti di REvil. Anche se ci sono differenze tra il vecchio sito di REvil e quello della nuova operazione, poi, una volta che la vittima si logga è quasi identico al precedente.
Secondo il ricercatore FellowSecurity a rilanciare l’operazione è stato uno degli sviluppatori del core originale di REvil, il che spiega l’accesso ai sorgenti.
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