Aggiornamenti recenti Giugno 16th, 2026 3:33 PM
Set 23, 2020 Marco Schiaffino Gestione dati, In evidenza, News, Prodotto, RSS, Scenario, Tecnologia, Vulnerabilità 0
A volte gli esperti di sicurezza vengono accusati di sembrare un disco rotto, soprattutto quando richiamano le aziende a implementare una pianificazione nelle strategie di cyber security. Come dimostra la vicenda di Corvus, però, gli esperti di sicurezza hanno ragione da vendere.
Corvus è una società di assicurazione contro i rischi cyber, un settore che ha vissuto un’ampia crescita negli ultimi anni e che vede nei ransomware il maggior numero di eventi dannosi per i loro assicurati.
Per limitare il numero di incidenti ed evitare di trovarsi a dover pagare continuamente risarcimenti ai suoi assistiti, dalle parti di Corvus hanno pensato bene di agire in un’ottica di prevenzione, cercando di individuare il modus operandi più comune dei pirati e mettendo in campo delle contromisure per mitigare il rischio di attacchi ransomware.

Sorpresa: non è stato per niente difficile. Analizzando le statistiche delle società di sicurezza e i documenti pubblicati da varie agenzie, emerge infatti come la maggior parte degli attacchi segua uno schema piuttosto definito e che il vettore di attacco più comune sia l’utilizzo di collegamenti RDP (Remote Desktop) che vengono compromessi per ottenere l’accesso alla rete.
Corvus ha quindi modificato le sue policy per gli assicurati prevedendo una scansione di sicurezza con un software fornito dalla società stessa, chiamato Corvus Scan 2.0. Il programma consente di individuare i server RDP esposti, così come impostazioni errate o vulnerabilità a livello di rete.
Risultato: dall’introduzione delle nuove policy (lo scorso aprile) a oggi i clienti di Corvus hanno subito un numero di attacchi ransomware inferiore del 65% rispetto al periodo precedente.
Nel comunicato stampa, viene spiegato anche che i clienti che hanno adottato le nuove policy non hanno subito alcun attacco ransomware attraverso la violazione di sistemi RDP.
L’elemento sconcertante è che le aziende abbiano applicato una verifica della cyber security solo quando sono stati obbligati a farlo dal loro assicuratore. Evidentemente c’è ancora da lavorare parecchio su quella “cultura della sicurezza” di cui gli esperti continuano a parlare.
Apr 23, 2026 0
Feb 16, 2026 0
Gen 05, 2026 0
Dic 18, 2025 0
Giu 16, 2026 0
Giu 09, 2026 0
Giu 04, 2026 0
Mag 28, 2026 0
Giu 09, 2026 0
Il nuovo assetto geopolitico mondiale ha messo a nudo una...
Mag 28, 2026 0
A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report”...
Mag 25, 2026 0
Un volto reale può essere modificato dall’intelligenza...
Mag 22, 2026 0
Gli agenti di intelligenza artificiale sono ormai entrati...
Mag 07, 2026 0
Il problema del dipendente “infedele” è vecchio quanto...
Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...
Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...
Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...
Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...
Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...
Giu 16, 2026 0
Sebbene il numero di casi d’uso nel nostro Paese sia...
Giu 09, 2026 0
Il nuovo assetto geopolitico mondiale ha messo a nudo
Giu 04, 2026 0
Un gruppo cybercriminale di lingua cinese fino a poco...
Mag 28, 2026 0
A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report”...
Mag 27, 2026 0
Le campagne di SEO poisoning non sono certo una novità...
