Aggiornamenti recenti Aprile 3rd, 2026 3:30 PM
Ott 24, 2019 Marco Schiaffino Attacchi, In evidenza, News, RSS, Vulnerabilità 0
Il nome completo è Cache-Poisoned Denial-of-Service (per gli amici CPDoS) ed è una tecnica di attacco che sfrutta le caratteristiche dell’infrastruttura Web allo scopo di bloccare un sito Internet senza colpire direttamente il Web Server.
Il nuovo attacco Denial of Service sfrutta la struttura dei Content Delivery Networks (CDN) e, in particolare, la rete di server che forniscono servizi di caching per alleggerire il compito dei Web Server.
La rete messa in campo dai vari CDN ha lo scopo di rendere più efficiente il funzionamento del Web attraverso la distribuzione ai visitatori dei contenuti delle pagine Web senza doverle richiedere al Web Server, ma “pescandole” dalla loro memoria.
Come viene spiegato nel report pubblicato dai ricercatori dell’Università di Colonia, CPDoS sfrutta questo meccanismo per “avvelenare” la cache con pagine di errore. Per farlo è sufficiente inviare una serie di richieste con un http header corrotto che genera una risposta di errore del tipo “400 Bad Request”.
Se le richieste arrivano in numero sufficiente, il CDN le memorizza fino al punto in cui tutti i visitatori del sito ricevono come risposta il messaggio di errore.
I ricercatori spiegano che l’attacco ha tre possibili varianti: HTTP Header Oversize (HHO); HTTP Meta Character (HMC) e HTTP Method Override (HMO).
Dal momento che i server usati dai CDN eseguono un refresh della cache solo periodicamente, la tecnica permetterebbe di “abbattere” un sito Internet senza dover necessariamente colpire il Web Server principale anche per lunghi periodi di tempo.
Fortunatamente, spiegano gli stessi autori del report, i sistemi per mitigare il rischio di attacchi di questo genere esistono. Basta, per esempio, modificare le impostazioni dei CDN per escludere i messaggi di errore dal sistema cdi caching.
Gen 28, 2022 0
Gen 27, 2022 0
Gen 26, 2022 0
Gen 25, 2022 0
Apr 03, 2026 0
Apr 02, 2026 0
Apr 01, 2026 0
Mar 31, 2026 0
Apr 03, 2026 0
Nel mese scorso, il governo degli USA ha rilasciato un...
Apr 02, 2026 0
Secondo un’analisi pubblicata da GreyNoise, basata su...
Apr 01, 2026 0
Un recente studio della Unit 42 di Palo Alto ha messo in...
Mar 31, 2026 0
Il concetto di vibecoding – ovvero la generazione di...
Mar 23, 2026 0
Man mano che il tempo passa, i ricercatori di sicurezza...
Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...
Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...
Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...
Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...
Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...
Apr 03, 2026 0
Nel mese scorso, il governo degli USA ha rilasciato un...
Apr 02, 2026 0
Secondo un’analisi pubblicata da GreyNoise, basata su...
Apr 01, 2026 0
Un recente studio della Unit 42 di Palo Alto ha...
Mar 31, 2026 0
Il concetto di vibecoding – ovvero la generazione di...
Mar 27, 2026 0
Google ha annunciato sul proprio blog l’obiettivo di...
