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Nov 24, 2017 Marco Schiaffino News, RSS, Vulnerabilità 0
Era solo questione di tempo e, rispettando la legge di Murphy, l’incubo si è materializzato. Le vulnerabilità del famigerato Intel Management Engine (ME per gli amici) ora sono diventate un problema serio.
Per capirlo, però, c’è voluta un’intera settimana. Il primo allarme è infatti arrivato lunedì, quando Intel ha pubblicato un alert riguardante alcune vulnerabilità che affliggono funzioni e componenti dei suoi processori.
Tra questi c’è ME, ma anche altre funzioni “evolute” come Intel Server Platform Services (SPS) e Intel Trusted Execution Engine (TXE).
Si tratta di bug piuttosto gravi, che potrebbero portare all’installazione di rootkit (strumenti che nascondono l’esistenza stessa di processi malevoli – ndr) sulle macchine vulnerabili, buffer overflow a livello kernel e altre amenità che possono fare la felicità di qualsiasi pirata informatico.
Al momento dell’annuncio, però, non si aveva idea di quale fosse il reale impatto sul parco macchine installato a livello mondiale. Intel, infatti, ha solo indicato le versioni dei firmware e i modelli di processori vulnerabili.
Ora i produttori hanno detto la loro e abbiamo un quadro molto più chiaro della situazione. Stiamo parlando di circa 900 modelli di diversi produttori.
| Produttore | Modelli vulnerabili | Patch |
| Acer | 242 | No |
| Dell | 214 | No |
| Dell Server | 16 | No |
| Fujitsu (PDF) | 165 | No |
| HPE Server | Numero incerto | Per alcuni |
| Intel | 34 | No |
| Lenovo | 222 | Per alcuni |
| Panasonic | 12 | No |
Il problema vero è che solo alcuni dei produttori di computer hanno sviluppato e reso disponibili gli aggiornamenti che correggono le vulnerabilità.
Un problema che dalle parti di Intel devono aver previsto, dal momento che hanno messo a disposizione degli utenti uno strumento (che si può scaricare a questo indirizzo) per Windows e Linux attraverso il quale è possibile verificare se il proprio computer è vulnerabile o meno.

Il tool messo a punto da Intel consente di verificare se il computer sia o meno vulnerabile agli attacchi. Purtroppo la schermata che vedete è quella relativa al computer di chi scrive.
Una volta eseguita la verifica, il consiglio quindi è quello di andare a spulciare il sito Internet del produttore per verificare se sia già disponibile (o quando sarà disponibile) l’aggiornamento che permette di tappare le falle.
Intel ME ha già attirato le critiche degli esperti di sicurezza a causa delle sue caratteristiche. Si tratta infatti di un sistema completamente slegato sul quale “gira” un vero e proprio sistema operativo indipendente che gli utenti non hanno modo di controllare. Adesso c’è da scommettere che la diffidenza nei suoi confronti è destinata a crescere esponenzialmente.
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