Aggiornamenti recenti Ottobre 28th, 2026 11:00 AM
Mar 16, 2017 Marco Schiaffino Attacchi, Gestione dati, Hacking, Intrusione, News, RSS 0
Lo scontro tra Olanda e Turchia sulla vicenda dei viaggi negati ai ministri del governo Erdogan travolge anche Internet.
Nella giornata di ieri alcuni hacker filo-turchi sono riusciti a violare numerosi account Twitter di alto livello e li hanno utilizzati per postare sul social network una serie di messaggi contenenti insulti e accuse nei confronti dei politici olandesi.
I toni dei messaggi, simili a quelli inseriti in una contemporanea campagna di defacing che ha colpito centinaia di siti Internet, sono esattamente quelli utilizzati dai politici del governo Erdogan in risposta ai divieti imposti dal governo dei Paesi Bassi, con hashtag del tipo #Nazihollanda.
Se il defacing non è una grande novità, l’azione degli hacker turchi ha invece suscitato un certo allarme per quanto riguarda la violazione di Twitter. Tra gli account violati c’erano infatti quelli di Forbes, dell’UNICEF, della BBC North America, di Reuters Japan, Starbucks Argentina, Amnesty International, della filiale spagnola della Nike e anche quelli di alcuni parlamentari europei.

Messaggi di insulti agli olandesi e svastiche sono comparsi sui profili Twitter di numerose organizzazioni ed enti.
Il social network di Jack Dorsey, però, non ha colpe (per lo meno dirette) per quanto accaduto. Gli hacker, infatti, sarebbero riusciti a mettere le mani sugli account violando i sistemi di Twitter Counter, un’applicazione di terze parti che offre un servizio di analytics per Twitter. L’azienda, nella giornata di ieri, ha ammesso di aver subito l’attacco con un tweet.

Dopo l’ammissione di aver subito un attacco, Twitter Counter ha interrotto il servizio. AL momento il sito non è raggiungibile.
L’episodio, in sé, non è particolarmente allarmante, visto che i legittimi proprietari degli account hanno potuto riprenderne il controllo senza troppi problemi. Ma accende i riflettori sul problema legato alle vulnerabilità “laterali” che si possono aprire quando si usano applicazioni di terze parti a cui viene dato il permesso di gestire un altro servizio.
Troppo, spesso, infatti, gli utenti che installano e usano applicazioni di questo genere non si rendono conto che stanno affidando dati sensibili a un soggetto che non ha le caratteristiche, magari semplicemente a causa delle dimensioni e delle sue capacità di investire in sicurezza, per garantirne una gestione adeguata.
Ott 19, 2023 0
Ago 24, 2023 0
Giu 12, 2023 0
Gen 13, 2023 0
Ott 28, 2026 0
Ott 23, 2026 0
Ott 09, 2026 0
Set 21, 2026 0
Ott 28, 2026 0
Il caso analizzato da Sekoia mostra perché aggiornare i...
Ott 23, 2026 0
Le falle CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619 consentono, in...
Ott 09, 2026 0
La campagna scoperta da Bitdefender colpisce dispositivi...
Lug 21, 2026 0
Per anni l’idea di un attacco informatico condotto...
Lug 10, 2026 0
La guerra in Ucraina non si combatte solo sul terreno, nel...
Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...
Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...
Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...
Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...
Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...
Ott 28, 2026 0
Il caso analizzato da Sekoia mostra perché aggiornare i...
Ott 23, 2026 0
Le falle CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619 consentono, in...
Ott 09, 2026 0
La campagna scoperta da Bitdefender colpisce dispositivi...
Set 21, 2026 0
Forse in pochi ci avevano pensato, ma dal momento che...
Set 11, 2026 0
Il 10 ottobre torna la conferenza internazionale dedicata...
