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Feb 07, 2017 Marco Schiaffino Malware, Minacce, News, Ransomware, RSS 0
In una sola settimana si è guadagnato il terzo gradino del podio tra le minacce più diffuse in Italia e, secondo i ricercatori di ESET, rischia di trasformarsi in una vera emergenza per il nostro paese.
È il ransomware Cerber, un malware comparso nel 2016 che ora sembra essere protagonista di una campagna di distribuzione mirata nel nostro paese.
Cerber è un classico crypto-ransomware, che una volta attivato codifica i file che hanno le estensioni più comuni (tra cui .JPG, .HTML, .ZIP, .JAVA, .MP3, .MP4 e .PDF) per renderli inaccessibili al legittimo proprietario.
Il malware visualizza poi un avviso con una richiesta di riscatto, per pagare il quale la vittima deve collegarsi a un sito .onion sul dark web e ottenere così la chiave crittografica che dovrebbe consentire il recupero dei file.

Nella richiesta di riscatto non si fa alcun riferimento alla somma richiesta, ma viene solo indicato un sito del Dark Web a cui collegarsi.
***foto***Nella richiesta di riscatto non si fa alcun riferimento alla somma richiesta, ma viene solo indicato un sito del Dark Web a cui collegarsi.
I vettori di attacco utilizzati nella campagna sono diversi: dall’invio di allegati via email ai download guidati attraverso siti Internet infetti. Secondo i ricercatori, però, Cerber viene anche distribuito su macchine che sono già state compromesse da trojan e backdoor.
Considerata l’esplosione di infezioni rilevata in Italia, è possibile che la diffusione del ransomware sia la conseguenza di una campagna più articolata, che ha utilizzato un trojan per infettare un gran numero di computer per poi infettarli con Cerber.
A rischiare di più dagli attacchi ransomware, come accade sempre più spesso, sono le aziende. Nel caso di Cerber, poi, il rischio è ancora elevato.
Il malware, infatti, non limita la sua azione al solo disco fisso del computer colpito, ma estende la sua azione anche alle unità removibili e a quelle collegate in rete locale. In ambito aziendale questo tipo di attacco può avere, quindi effetti particolarmente dannosi.
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