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Dic 12, 2016 Marco Schiaffino In evidenza, Malware, News, RSS 0
Qual è il prezzo giusto per trasformarci in complici di un cyber-criminale? Secondo gli autori di Popcorn Time, un nuovo ransomware individuato nel Dark Web da alcuni ricercatori che fanno riferimento a Bleeping Computer, basterebbe 1 bitcoin (al cambio attuale 770 dollari).
Secondo quanto riportato da Lawrence Abrams, il malware (che non ha nulla a che fare con il software Popcorn Time) sarebbe ancora in una fase di sviluppo e il suo codice sarebbe incompleto. L’impianto generale di funzionamento, però, è già piuttosto chiaro.
Popcorn Time, una volta eseguito, cifra tutti i file che si trovano in determinate cartelle (Documenti, Immagini e altre) e visualizza una classica richiesta di riscatto: 1 bitcoin per ottenere la chiave crittografica che consente di decodificare i dati presi in ostaggio.
Gli autori del ransomware, però, offrono un’alternativa: al posto di pagare, la vittima può decidere di aiutarli a diffondere il virus infettando altre due persone.

Pagare o aiutare i pirati informatici a diffondere il loro malware?
A questo scopo, il messaggio contiene un link a un server sul circuito Tor (attualmente il server non è attivo) che la vittima può usare per infettare altre persone. Se due di queste pagheranno, riceverà la chiave crittografica per “liberare” i suoi file.
Come se non bastasse, il ransomware contiene un sistema di “autodifesa” decisamente aggressivo: la vittima può provare a inserire il codice per decriptare i file per un massimo di 4 volte. Se il codice è sbagliato, il malware comincerà a cancellare i dati dal disco fisso.
Per il momento, non sono ancora state rilevate campagne attive di distribuzione di Popcorn Time. Molto presto, però, l’intera Rete potrebbe essere coinvolta in uno dei più bizzarri esperimenti sociologici della storia. Scommettiamo su come potrebbe andare a finire?
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