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Nov 24, 2016 Marco Schiaffino Hacking, News, RSS 0
Sembra che le preoccupazioni per la possibilità di attacchi informatici alle infrastrutture del nostro paese abbiano convinto il governo a prendere sul serio l’idea di attrezzarsi in ambito di cyberwarfare.
A testimoniarlo è un laconico annuncio nella sezione “reclutamento” del sito sicurezzanazionale.gov.it. I servizi segreti italiani starebbero cercando “diplomati o laureati con qualificate competenze in informatica e cyber security”.
Non si tratta, però, di un concorso pubblico: la ricerca, stando a quanto si legge sul sito, mira “alla creazione di un bacino di professionisti tra i quali attingere per future selezioni”.

I servizi segreti a caccia di esperti di sicurezza, ma bisogna fare in fretta: le candidature sono accettate solo per i prossimi due mesi.
Nel comunicato si specifica che la ricerca è rivolta a “Giovani, esperti di cyber e desiderosi di lavorare per la sicurezza nazionale. Sulla linea più avanzata della difesa della democrazia, il Comparto Intelligence è alla ricerca di nuove professionalità nel settore strategico dell’Information and Communications Technology (ICT)”.
Gli interessati dovrebbero occuparsi di attività nei “settori della cyber security (ricerca, monitoraggio, analisi e contrasto della minaccia), dello sviluppo applicativo, progettazione, sviluppo e gestione delle infrastrutture di rete, delle architetture informatiche e dei relativi sistemi di sicurezza”.
L’obiettivo, dopo un periodo di formazione, è quello di trasformarli in “professionisti della sicurezza nazionale”. Tra i requisiti richiesti c’è la capacità di saper lavorare in team, resilienza, capacità proattiva di analisi e ricerca, essere in grado di intercettare il cambiamento e anticipare gli scenari.
Gli interessati possono candidarsi entro il 31 gennaio 2017 attraverso una procedura online. Ironicamente, la notizia dell’avvio della ricerca è stata pubblicata due giorni prima della violazione del sito della Funzione Pubblica verificatosi lo scorso 18 novembre. Questa si chiama prevenzione…
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