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Mag 19, 2016 Marco Schiaffino News, Privacy, Prodotto, Tecnologia 0
Esasperati dagli stalker da social network? Tranquilli, tra un po’ potrebbe andare molto peggio.
L’ultima bella trovata arriva dalla Russia e si chiama FindFace, un’app per Android e iOS che permette di rintracciare l’account social di una persona partendo da una semplice foto.
Per il momento l’app funziona solo con VKontakte, un social network russo che può contare circa 200 milioni di iscritti. FindFace sfrutta un sistema di riconoscimento facciale che confronta la foto selezionata con quelle dei profili del social network.

Basta installare l’app e possiamo subito cominciare a chiedere l’amicizia a gente che abbiamo incrociato per caso per strada o in metropolitana.
Insomma: l’app permetterebbe a chiunque di identificare una persona incrociata casualmente per strada semplicemente attraverso uno scatto fotografico, roba che Orwell poteva solo sognarsi.
Chi fino a oggi ha fatto carte false per tenere alla larga “amici” indesiderati, ad esempio usando pseudonimi che violano le condizioni di utilizzo di Facebook ma tengono alla larga i compagni di classe delle elementari, da domani potrebbe rischiare di essere impallinato da una foto galeotta.
A creare l’app è stato Artem Kukharenko, 26enne programmatore russo che ha messo a punto gli algoritmi che permettono di eseguire la ricerca.
L’app, oltre alla fotografia, sfrutta informazioni aggiuntive che permettono di ridurre il campo di ricerca, come il range di età della “vittima” e il luogo in cui è stata scattata la foto.

Con qualche informazione aggiuntiva possiamo identificare un perfetto sconosciuto sfruttando le informazioni memorizzate sul suo profilo social. Che meraviglia!
Fortunatamente, consultando il sito ufficiale dell’app si scopre che per utilizzare FindFace è necessario essere iscritti a VKontakte, il che fa supporre che l’accesso ai database fotografici avvenga sotto il controllo dei gestori del social network.
Di conseguenza, possiamo sperare che un’eventuale implementazione per Facebook debba per lo meno incassare l’autorizzazione preventiva da parte di Zuckerberg e soci. Tutti più tranquilli?
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