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Ago 01, 2021 Alessandra Venneri Kaspersky Partner Space, Minacce, Social engineering 0
Gli estorsori informatici inventano costantemente nuove strategie di ricatto. Fino a poco tempo fa, il loro trucco principale era la “sextortion”, o ricatto sessuale, una tecnica molto diffusa anche in Italia (cinquemila casi in 4 anni secondo le rilevazioni di Kasperskyh).
Ad ogni modo, come accade con la maggior parte delle minacce informatiche, l’attenzione dei criminali ha cominciato a spostarsi dagli utenti privati alle aziende e non c’è da stupirsi: nel mondo degli affari circola molto più denaro.
Non molto tempo fa, i filtri antispam di Kaspersky hanno iniziato a rilevare una nuova versione delle e-mail di ricatto basate sulla minaccia di minare la reputazione dei siti web delle piccole e medie imprese. La tecnica è abbastanza semplice: le e-mail vengono inviate agli indirizzi pubblici delle aziende vittime (o mediante il formulario “Contattaci” del sito web) chiedendo un bonifico di un importo che varia tra 0,3 e 0,5 bitcoin.
Se le aziende non cederanno al ricatto, il messaggio le minaccia di varie azioni che vanno dall’invio di messaggio offensivi firmati dall’azienda vittima all’uso degli indirizzi aziendali per inviare milioni di messaggi pubblicitari promettendo iPhone gratuiti, specificando che la prima conseguenza sarà che l’organizzazione internazionale Spamhaus Project classificherà il sito della vittima come fonte di spam e lo bloccherà per sempre, minacciando seriamente la reputazione del sito e dell’azienda.

Per fortuna, nella stragrande maggioranza dei casi non parliamo di minacce concrete. La quantità di lavoro che gli hacker dovrebbero intraprendere per portare a termine una campagna di disinformazione come quella descritta richiederebbe troppo tempo e sforzo per essere redditizia. L’unica speranza degli spammer è quella di spaventare la vittima e spingerla a pagare.
Infatti, se l’azienda decidesse di pagare, l’unica cosa che ottiene è di essere aggiunta alla lista delle vittime che tendono a collaborare con gli estorsori. Se accettate le loro richieste, rendete la vostra azienda più propensa a ricevere messaggi simili in futuro.
La prima cosa da fare quindi e non pagare e utilizzare soluzione di sicurezza consigliata dagli esperti di Kaspersky in grado di bloccare la ricezione dello spam a livello di server aziendale.
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