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Gen 04, 2019 Marco Schiaffino Attacchi, In evidenza, Malware, News, RSS, Vulnerabilità 0
Il primo allarme era arrivato già qualche giorno fa, quando i ricercatori di sicurezza hanno reso pubblica la notizia che WannaCry, sebbene inattivo, è ancora ampiamente diffuso.
Ora F-Secure ha la conferma di quanto si temeva: nonostante la pubblicazione degli aggiornamenti di Windows, in giro per il mondo ci sono ancora migliaia di computer vulnerabili a EternalBlue, l’exploit utilizzato per diffondere il celebre ransomware in tutto il mondo.
A usarlo è un gruppo di pirati informatici che si occupa di crypto-jacking attraverso NRSMiner, un malware ricavato modificando XMRig, un miner piuttosto diffuso per Monero.
Nel loro report, i ricercatori della società di sicurezza finlandese spiegano che una nuova versione di NRSMiner si sta propagando velocemente in Asia attraverso due vettori di infezione.
Il primo, in realtà, è una (non tanto) semplice procedura di update della vecchia versione del malware, che viene avviata attraverso un complicato sistema di download che consente al miner di nascondere l’attività.
IL secondo, invece, è proprio EternalBlue. L’exploit, diventato di pubblico dominio dopo la sua pubblicazione su Internet a opera del gruppo degli Shadow Brokers, è stato sviluppato nientemeno che dalla National Security Agency e sfrutta un bug del Windows Server Message Block (SMB).
La sua particolarità è che consente la diffusione di un malware senza che sia necessario alcun intervento da parte dell’utente. In altre parole, EternalBlue permette di dare l’avvio a ondate di infezioni massicce e difficilmente controllabili.
Dopo l’attacco di WannaCry, Microsoft ha realizzato e distribuito in tutta fretta gli aggiornamenti per mettere una pezza alla vulnerabilità, ma a quanto pare non è bastato.
La dimostrazione arriva, appunto, dai dati di F-Secure. NRSMiner sarebbe infatti riuscito a colpire migliaia di computer, la maggior parte dei quali in Vietnam.

Il fatto che il malware si stia diffondendo in una specifica regione non deve stupire più di tanto. EternalBlue, per le sue caratteristiche, sviluppa un modello di diffusione proprio di questo tipo.
La buona notizia (per lo meno) è che il numero di PC vulnerabili non è così elevato da innescare quello “tsunami” a cui abbiamo assistito nel maggio del 2017 in occasione della comparsa di WannaCry.
La brutta notizia è che ci sono ancora parecchie persone su questo pianeta che non hanno capito il semplice concetto per cui un sistema non aggiornato è un sistema a rischio.
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