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Ott 19, 2018 Marco Schiaffino Gestione dati, News, RSS, Tecnologia 0
Una dei grandi misteri per gli utenti Apple è quello relativo alle informazioni che ci riguardano conservate sui sistemi di Cupertino. L’ecosistema della mela, infatti, è (a dir poco) pervasivo e capire quante e quali informazioni siano registrate è sempre piuttosto complicato.
Tanto più che l’accesso ai dati e alle informazioni, di solito, può avvenire solo attraverso gli strumenti dei sistemi Mac e iOS, con la conseguenza che tutto resta sempre fruibile solo e soltanto in quell’ambito.
Le cose però sono cambiate lo scorso maggio, quando l’azienda si è adeguata al famigerato GDPR mettendo a a disposizione dei suoi utenti uno strumento che permette ai titolari di un account di scaricare tutti i dati presenti suoi sistemi.
Si tratta di un portale passato un po’ inosservato, chiamato Dati e Privacy raggiungibile all’indirizzo https://privacy.apple.com, nel quale è necessario effettuare il login (con sistema di autenticazione a due fattori) per poter accedere ai propri dati.
Il sistema di controllo, fortunatamente, è estremamente lineare e consente di selezionare con un segno di spunta le informazioni che si vogliono scaricare. Tra queste ci sono l’elenco contatti di iCloud, le note, i calendari, le attività di AppleCare e tutte le altre informazioni memorizzate sul nostro conto.
Il tutto verrà fornito in formati come JSON, PDF, XML e CSV, “accessibili” quindi anche da altri sistemi. Per quanto riguarda i file binari (per esempio le foto o i contenuti di iCloud) si otterranno i file nei formati originali.
Ovviamente, l’inclusione nel pacchetto dei contenuti memorizzati su iCloud può impattare notevolmente sulle dimensioni complessive, come ricorda una nota inserita nella pagina principale del portale.
Scordiamoci, però, che il tutto si risolva in una “operazione lampo” che permette di consultare i dati in tempo reale. Come spiega il messaggio visualizzato al completamento della procedura possono essere necessari fino a 7 giorni per ottenere il tutto.
I tempi lunghi vengono giustificati con l’esigenza di verificare l’identità del richiedente ma è probabile che dalle parti di Apple abbiano scelto di render l’operazione un po’ più macchinosa per non ritrovarsi a dover gestire milioni di richieste in massa, che molto probabilmente rischierebbero di mettere in crisi le capacità dei loro sistemi.
Attraverso il portale è possibile anche correggere i dati in possesso di Apple che riteniamo inesatti, ma la funzione in realtà, ci dirotta sulla solita pagina di gestione dell’ID Apple. Qualcosa che si poteva fare già prima senza che ci fosse bisogno di un portale dedicato.
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