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Mag 29, 2018 Marco Schiaffino Attacchi, News, Privacy, RSS 1
Cosa c’è di peggio che subire una truffa bancaria e perdere 10.000 euro per una truffa? Semplice: essersi accorti di stare per subire un furto ma non riuscire a fare nulla per fermare il prelievo.
Protagonista della vicenda riportata da BBC è Ben Alford, un cittadino del Regno Unito che è finito vittima di una variante di una classica truffa bancaria che sta spopolando oltremanica.
La tecnica di frode usa una serie di tecniche estremamente mirate ma, stando alla cronaca, ha una certa efficacia e fa leva su una sorta di “furto di SIM”.
I criminali, per prima cosa, individuano la vittima e cominciano a raccogliere quante più informazioni trovano sul suo conto, utilizzando i social network e, quando ci riescono, non esitano a violare servizi online e account di posta elettronica utilizzando per esempio le informazioni raccolte per “indovinare” la password.
Una volta che hanno abbastanza informazioni, passano alla seconda fase della truffa. Contattano la compagnia telefonica di cui la vittima è cliente e usano il “dossier” creato per impersonare il malcapitato e fingere di aver perso o danneggiato la SIM.
Usando le informazioni raccolte, i truffatori ottengono l’attivazione di una nuova SIM (a quel punto la vecchia viene disattivata) e richiedono all’operatore l’invio di tutti i vecchi SMS inviati al numero telefonico, tra i quali possono trovare le informazioni per l’accesso ai servizi di home banking.

A rendere ancora più amara l’esperienza, c’è il fatto che i truffatori hanno preso di mira il conto corrente che Alford aveva aperto in comune con la sua fidanzata e in cui conservavano i soldi destinati al matrimonio.
A questo punto, i cyber-criminali hanno tutto quello che gli serve per fare quello che vogliono. In molti casi aprono un nuovo conto nella stessa banca (in questi casi gli istituti di credito inglesi chiedono meno conferme sull’identità di chi richiede il servizio) e cominciano a trasferire il denaro su questo, per poi far sparire il malloppo.
Le possibilità, però, sono pressoché infinite. Anche perché una volta avuto accesso al conto corrente, i criminali hanno gioco facile nello sbizzarrirsi con qualsiasi tipo di operazione.
Naturalmente la vittima può accorgersi di quello che sta succedendo, già a partire dal fatto che il suo telefono smette di funzionare. Ed è esattamente quello che è successo a Ben Alford, che una volta capito che qualcosa non andava con il suo smartphone, si è anche accorto che qualcuno aveva chiesto un prestito a suo nome a un’altra banca.
l signor Alford ha quindi chiamato il numero dedicato all’assistenza anti-frodi di TSB, il suo istituto di credito. La procedura, però, è andata un po’ per le lunghe: stando a quanto riporta la vittima della frode, è stato lasciato in attesa per più di 4 ore.
Mentre aspettava che qualcuno gli desse retta, Alford ha visto comparire transazioni non autorizzate dal suo conto con due pagamenti (il primo di 4.000 sterline, il secondo di 5.000) nei confronti di una società sconosciuta.
Per fortuna, in seguito alla denuncia della brutta avventura la banca ha assicurato che risarcirà il suo cliente per la perdita subita. La banca ha anche promesso che “aumenterà le risorse umane dedicate al servizio anti-frodi”.
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One thought on “Gli svuotano il conto mentre è in linea con il servizio anti-frodi della banca”