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Mag 08, 2018 Marco Schiaffino Attacchi, Hacking, Malware, News, RSS 1
Pensi di aver installato un software per proteggere il tuo portatile da eventuali furti e invece ti sei piazzato una backdoor nel computer. Secondo i ricercatori di Arbor Networks, la spiacevole sorpresa sarebbe nascosta all’interno di LoJack, un programma pensato per rintracciare il portatile in caso di furto.
I ricercatori, infatti, avrebbero individuato dei componenti nascosti all’interno del programma che comunicano con alcuni server che in passato sono stati usati dal gruppo Fancy Bear, lo stesso accusato di aver portato numerosi attacchi (tra cui quello al Partito Democratico statunitense durante le elezioni presidenziali del 2016) per conto dei servizi segreti russi.
L’inserimento di una backdoor in LoJack, da un punto di vista tecnico, offre ai pirati informatici una serie di vantaggi notevoli. Prima di tutto perché la maggior parte degli utenti, quando ricevono un eventuale avviso riguardante comunicazioni verso l’esterno di un software di sicurezza, sono portati a considerarli sistematicamente come un falso positivo.
In secondo luogo perché il software è progettato per essere integrato nel BIOS in modo da funzionare anche nel caso in cui il disco fisso venga formattato e garantendo così un livello di persistenza estremamente elevato.

La formattazione o la sostituzione del disco fisso non eliminano il programma e, di conseguenza, nemmeno le eventuali backdoor.
Il primo allarme, però, sembra essersi ridimensionato con il passare dei giorni. Stando a quanto dice il produttore del software (la società statunitense Absolute Software) il problema riguarderebbe soltanto una vecchia versione del programma risalente al 2008, che sarebbe stata modificata ad arte.
Lo schema coinciderebbe con il modus operandi di Fancy Bear, che raramente porta attacchi su larga scala, ma agisce selezionando in maniera accurata le sue vittime, colpendole attraverso attacchi che usano principalmente email di spear phishing confezionate su misura per il bersaglio di turno.
In una pagina dedicata alla questione, Absolute Software spiega che all’azienda non risultano elementi che possano far pensare che qualcuno dei suo i clienti sia stato vittima dell’attacco.
Se si sta effettivamente parlando di una versione del software risalente al 2008, però, è logico supporre che la versione infetta di LoJack sia stata utilizzata in quel periodo e qualsiasi analisi eseguita 10 anni dopo offre ben poche garanzie di affidabilità.
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One thought on “Il software antifurto è in realtà uno spyware?”