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Nov 16, 2016 Marco Schiaffino Malware, Minacce, News, Prodotto, RSS, Trojan 0
Se decidiamo di comprare uno smartphone Android da 60 dollari non possiamo certo sperare di avere tra le mani un dispositivo particolarmente “brillante”.
Quello che non ci aspetteremmo, però, è che tra i pochi optional offerti da un telefonino low-cost ci sia una backdoor che trasmette periodicamente le nostre informazioni a un server in Cina.
Stando a quanto riportato dalla società di sicurezza Kryptowire, però, è esattamente quello che ci si trova quando si acquistano alcuni smartphone in commercio su Amazon, BestBuy e nei negozi statunitensi.
Il responsabile è il firmware equipaggiato sui telefoni, che integra un sistema di aggiornamento FOTA (Firmware Over The Air) con caratteristiche molto particolari.
Il software in questione è fornito da un’azienda chiamata Shanghai Adups Technology Co. Ltd, che sembra particolarmente interessata ai dati degli utenti (sul sito si parla di 700 milioni di dispositivi attivi con il loro firmware) che scelgono di risparmiare sull’acquisto del telefono.
Il sistema di aggiornamento, secondo quanto riportato dai ricercatori di Kryptowire, si comporta esattamente come un classico trojan e consente agli autori di avviare diverse attività di spionaggio attraverso comandi inviati in remoto.

Uno dei modelli che monta il firmware in questione è il BLU R1 HD, non disponibile in Italia ma molto popolare negli Stati Uniti.
Tra questi c’è la possibilità di fare in modo che il dispositivo invii ogni 72 ore a un server cinese tutti gli SMS inviati e ricevuti, così come il registro delle chiamate.
Il software, inoltre, è in grado di comunicare i dai identificativi del dispositivo (IMSI e IMEI), i dati sulla geolocalizzazione, le informazioni sulle applicazioni installate e le informazioni personali riguardanti il proprietario del telefono.
Come se non bastasse, permette di installare, aggiornare o rimuovere applicazioni senza il consenso dell’utente. Insomma: un vero strumento di spionaggio a tutto tondo.
Il tutto si troverebbe all’interno di due applicazioni di sistema (com.adups.fota.sysoper e com.adups.fota) che gli utenti non possono rimuovere o disabilitare.
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