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Set 26, 2024 Marina Londei In evidenza, News, Privacy, Prodotto, RSS 0
Telegram alla fine si è “piegato” alle autorità: dopo l’arresto avvenuto a fine agosto, con l’accusa di complicità nel compimento di reati, Pavel Durov, creatore dell’applicazione, ha comunicato tramite il suo canale che condividerà gli indirizzi IP e i numeri di telefono di coloro che violano i termini di servizio della piattaforma.
Com’è noto, l’applicazione di messaggistica viene usata per attività illecite, tra le quali la compravendita di servizi e prodotti illegali e per facilitare spam, abusi e altre violazioni.

Durov ha annunciato che nelle ultime settimane un team dedicato di moderatori ha reso l’applicazione più sicura eliminando tutto il contenuto problematico individuato con la funzione “Ricerca”. Il team ha inoltre creato un but al qaule gli utenti possono segnalare i contenuti illegali che i moderatori provvederanno poi a controllare ed eventualmente eliminare.
“Per scoraggiare ulteriormente i criminali dall’abusare di Telegram Search, abbiamo aggiornato i nostri Termini di servizio e l’informativa sulla privacy, assicurando che siano coerenti in tutto il mondo. Abbiamo chiarito che gli indirizzi IP e i numeri di telefono di coloro che violano le nostre regole possono essere divulgati alle autorità competenti in risposta a richieste legali valide“ ha aggiunto Durov.
L’informativa sulla privacy ora specifica infatti che, nel caso un utente sia effettivamente un sospettato coinvolto in attività criminali che violano i Termini di Servizio della piattaforma, verrà eseguita un’analisi legale della richiesta e il team di Telegram potrebbe condividere l’indirizzo IP e l numero di telefono del sospettato con le autorità. Alla fine di ogni trimestre verrà pubblicato un report su un canale dedicato riguardo gli eventuali dati condivisi e gli utenti coinvolti.
“Non lasceremo che i malintenzionati mettano in pericolo l’integrità della nostra piattaforma per quasi un miliardo di utenti“ ha concluso Durov. Integrità che già da tempo era in pericolo, ma evidentemente l’arresto ha dato al creatore di Telegram la spinta che serviva.
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