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Set 21, 2023 Marina Londei Hacking, In evidenza, Intrusione, News, RSS 0
Sale la tensione tra Pechino e Washington: la Cina ha accusato gli Stati Uniti di aver spiato Huawei per gli ultimi 14 anni per sottrarre dati sensibili.
L’accusa è arrivata direttamente da Chen Yixin, ministro per la Sicurezza dello Stato: il politico ha pubblicato un post suo account ufficiale di WeChat intitolato “Rivelazione dei principali metodi spregevoli delle agenzie di intelligence statunitensi per lo spionaggio informatico e il furto di dati”, si legge su Nikkei Asia.
Nel post Yixin attacca il governo statunitense incolpandolo di aver installato numerose backdoor nei software, nelle applicazioni e nei dispositivi Huawei per ottenere dati sensibili non solo dei cittadini della Cina, ma anche della Russia.
“Nel 2009 l’ufficio Tailored Access Operations (l’unità di raccolta di informazioni della National Security Agency, n.d.r.) ha cominciato a infiltrarsi nei server del quartier generale di Huawei e ha continuato a condurre queste operazioni di sorveglianza” si legge nel post del Ministro.

Credits: oleschwander- Depositphotos
Il post spiega che il National Computer Virus Emergency Response Center del Paese ha individuato uno spyware chiamato Second Date mentre analizzava un attacco contro la Northwestern Polytechnical University a Xi’an avvenuto lo scorso anno; il Ministro ha affermato che Second Date è un malware di cyberspionaggio sviluppato dalla National Security Agency, attivo in centinaia di reti in Paesi di tutto il mondo.
Secondo Yixin, gli Stati Uniti stanno controllando decine di migliaia di dispositivi per sottrarre continuamente dati sensibili. Il Ministro ha definito gli U.S.A. come un “vero impero di hacker”. Per proteggersi dal cyberspionaggio statunitense, il governo cinese ha vietato l’uso di iPhone, AirPods e Apple Watches ai dipendenti governativi e a quelli delle compagnie statali.
Al momento né Huawei né il governo degli Stati Uniti hanno rilasciato commenti in merito alla questione. Le parole di Yixin e la scelta di bandire i prodotti Apple ai dipendenti del governo cinese non fanno che aumentare la tensione tra le due potenze mondiali.
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