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Ago 12, 2016 Marco Schiaffino News, Prodotto, Tecnologia 0
La posta elettronica è ancora uno dei principali vettori di attacco per truffatori e pirati informatici. Qualsiasi innovazione per migliorarne il livello di sicurezza, quindi, è benvenuta.
Se poi le misure per contrastare il cyber-crimine arrivano dal servizio Web-mail più diffuso al mondo, la notizia può essere etichettata nella categoria “ottimo”.
Gli strumenti implementati da Gmail sono due. Il primo punta a contrastare l’invio di email “alterate” attraverso l’uso del sistema di autenticazione del mittente.
Si tratta di un piccolo accorgimento che permetterà agli utenti che usano Gmail tramite browser o terminale Android di sapere subito se il mittente di un’email è stato autenticato attraverso il Sender Policy Framework (che agisce a livello di analisi dei domini e del DNS) o DKIM (uno standard che sfrutta un sistema di certificati digitali) per verificarne l’identità.
Nel caso in cui il mittente non ha superato la procedura d’identificazione, accanto al nome comparirà un vistoso punto interrogativo. Chi usa un client di posta, per esempio Outlook, dovrà invece fare uno sforzo in più.

Chi mi ha scritto? Gmail ci dà una mano a individuare truffatori e impostori.
Per verificare l’autenticazione tramite il programma di posta elettronica è infatti necessario visualizzare le proprietà del messaggio e trovare l’header relativo all’autenticazione. Quelli autenticati avranno il valore “spf=pass” o “dkim=pass”.
Il secondo accorgimento introdotto in Gmail riguarda i link inseriti all’interno dei messaggi. Google, d’ora in avanti, utilizzerà una rigorosa policy di black listing che visualizzerà un avviso ogni volta che un utente fa il fatidico click su un collegamento che fa riferimento a domini o siti identificati come pericolosi.
L’accorgimento, che si accoda alla politica di “safe browsing” inaugurata da Google tempo fa, punta a mettere in guardia gli utenti dai messaggi di phishing, spam e che propongono programmi indesiderati.
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