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Feb 13, 2023 Dario Orlandi Approfondimenti, Gestione dati, Opinioni, RSS, Scenario 0
Danny Allan, CTO di Veeam, ha sottolineato in un documento gli obbiettivi di sicurezza su cui le aziende dovrebbero concentrarsi nel corso dell’anno.
Secondo Allan, le aziende dovrebbero lavorare sulla gestione tempestiva delle patch e sull’implementazione dell’autenticazione multi fattore per limitare le intrusioni, ma particolarmente significativa è invece la terza priorità segnalata nel documento: gli investimenti sui backup immutabili.
In un mondo in cui le minacce ransomware sono sempre più diffuse e pericolose, è cruciale che i team di sicurezza informatica dispongano di piani di backup affidabili da schierare come ultima linea di difesa.
Nonostante gli sforzi per prevenire questo genere di attacchi, infatti, le violazioni continueranno a verificarsi. Il fattore decisivo per il futuro delle organizzazioni sarà quindi la loro capacità di gestire le emergenze e ripristinare i dati dopo aver subito un attacco ransomware.

Danny Allan, CTO e Senior Vice President of Product Strategy di Veeam
Veeam ha segnalato nel report Data Protection Trends 2023 che oltre tre quarti delle aziende ha subito almeno un attacco ransomware nel corso dell’anno e che il tempo di ripristino influisce notevolmente sui costi sostenuti dall’azienda.
Secondo i responsabili IT intervistati, infatti, i tempi di inattività possono costare fino a 1.467 dollari al minuto (88.000 dollari all’ora).
Davanti a questa minaccia crescente non è più sufficiente effettuare un backup, perché non tutti i backup sono uguali. I ransomware moderni mirano e corrompono specificamente i repository di backup, per cui è fondamentale che il backup preveda questo scenario.
La vecchia regola del backup prevedeva tre copie dei dati su due supporti diversi, uno dei quali in un luogo diverso dalla sede aziendale per prevenire eventuali minacce fisiche come incendi o disastri naturali, ma questa strategia non più è sufficiente contro il ransomware.
I backup moderni dovrebbero seguire la regola del 3-2-1-1-0, che comprende tre copie dei dati su due supporti diversi, una copia offline o air-gapped o immutabile e un processo di ripristino senza errori.
L’aggiunta di una copia offline o air-gapped garantisce che i dati non possano essere raggiunti dagli attori delle minacce, mentre i dati immutabili non possono essere modificati e quindi neppure crittografati dal ransomware. Una strategia di backup attenta all’affidabilità dovrebbe prevedere tutte e tre le opzioni.
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