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Feb 05, 2020 Marco Schiaffino In evidenza, News, RSS, Vulnerabilità 0
Con 1,5 miliardi di utenti, Whatsapp è uno dei software di messaggistica più diffusi al mondo. Ogni volta che compare una vulnerabilità che lo interessa, di conseguenza, scatta un immediato allarme rosso. Questa volta, fortunatamente, la falla ha riguardato “solo” la versione desktop.
Ed è un bene per due motivi: prima di tutto perché il numero di utenti che usano il client per Windows e macOS è decisamente più basso di quanti utilizzino il software su smartphone. In secondo luogo perché il programma utilizza un sistema di aggiornamento automatico che ha permesso di correggere la falla di sicurezza in tempi decisamente rapidi.
Ma quali erano i rischi? La vulnerabilità in questione (CVE-2019-18426) è stata scoperta da Gal Weizman, ricercatore di PerimeterX. Nel suo (dettagliatissimo) report, Weizman spiega come è arrivato a scoprire la falla di sicurezza e le sue potenziali conseguenze.
La sua analisi è partita dalla scoperta di una vulnerabilità nella versione Web di Whatsapp, che consentiva di eseguire un attacco XSS (Cross Site Scripting) che prendeva di mira, in particolare, l’utilizzo dei banner che vengono trasmessi contestualmente all’invio di un link.

Quando ha provato a utilizzare la stessa tecnica sulla versione desktop dell’app, con sua grande sorpresa ha scoperto che funzionava. Il motivo? Come spiega lo stesso Weizman, l’app per Windows e macOS è sviluppata con Electron, una piattaforma di sviluppo basata su Chromium.
Sfruttando la tecnica che ha messo a punto, sarebbe quindi riuscito ad aggirare i sistemi di sicurezza di Whatsapp e ottenere i permessi in lettura sul disco fisso del dispositivo.
La vulnerabilità, però, avrebbe potuto avere ripercussioni maggiori. La versione di Whatsapp su cui Weizman è riuscito a portare l’attacco (0.3.9309) era infatti sviluppata sulla base di Chrome v.69. Al momento della sua scoperta, la versione di Chrome in distribuzione era la 78.
Insomma: secondo il ricercatore, che ammette però di non aver indagato a fondo questo aspetto, sarebbe stato possibile utilizzare una vulnerabilità conosciuta di Chrome 69 per portare attacchi più pericolosi, come l’esecuzione di codice in remoto.
Per fortuna, il problema non si pone più. In seguito alla sua segnalazione, gli sviluppatori di Facebook hanno aggiornato il client e l’attuale versione (0.4.315) è a prova di attacco.
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