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Giu 16, 2026 Giancarlo Calzetta Eventi, In evidenza, News, Prodotto, RSS 0
Sebbene il numero di casi d’uso nel nostro Paese sia ancora molto basso, le previsioni di tutti gli esperti dicono che gli agenti AI diventeranno i veri “operati” dell’automazione dei processi in azienda. Il problema è che chi dovrà gestirne la sicurezza non ha ancora l’esperienza necessaria per farsi un quadro chiaro di come questi opereranno in concreto sulla rete interna, su quella esterna e sui client. Questa carenza di visione complica enormemente la creazione di una infrastruttura di sicurezza efficace.
In particolare, governare e proteggere un numero crescente di agenti AI autonomi che operano in modo indipendente, accedono ai dati aziendali e prendono decisioni alla velocità delle macchine pone una serie di sfide che è bene affrontare insieme a chi ha già avuto modo di sperimentare con casi reali, in ambiti complessi.

A questo proposito, Zscaler ha annunciato una serie di innovazioni che estendono le funzionalità della piattaforma Zero Trust Exchange alla protezione dell’ecosistema Agentic AI con l’obiettivo di offrire quella che l’azienda definisce la prima piattaforma Zero Trust completa progettata specificamente per la nuova generazione di agenti intelligenti.
Durante la sessione europea del loro evento annuale Zenith Live, tenutasi a Vienna, Zscaler ha condiviso la sua visione sull’evoluzione dell’AI che, a suo dire, sta introducendo complessità che le architetture di sicurezza tradizionali non sono state progettate per gestire. Gli agenti autonomi non si limitano infatti a eseguire istruzioni ricevute dagli utenti, ma possono generare task, creare subagenti, accedere a servizi, utilizzare credenziali e interagire con applicazioni e dati aziendali senza un intervento umano diretto.
Questo scenario genera nuove problematiche in termini di visibilità, governance e controllo degli accessi, rendendo più difficile comprendere quali agenti stiano operando, quali dati utilizzino e quali azioni siano autorizzati a compiere. Parallelamente, la crescente integrazione dell’AI nei processi di sviluppo software espone endpoint e workstation a plugin, estensioni e strumenti potenzialmente malevoli che molte soluzioni di sicurezza tradizionali non sono attualmente in grado di individuare efficacemente.
Una delle principali novità presentate dall’azienda è Zscaler AI Broker, una soluzione progettata per proteggere le comunicazioni tra agenti AI attraverso broker MCP (Model Context Protocol) e framework Agent-to-Agent.
Il sistema introduce un Agent Registry integrato che consente alle aziende di ottenere una visibilità dettagliata sulle risorse accessibili da ciascun agente e di applicare controlli granulari sugli accessi. L’obiettivo è evitare che gli agenti possano espandere autonomamente i propri privilegi o accedere a informazioni non necessarie per l’esecuzione delle attività assegnate.
Accanto al broker per gli agenti, Zscaler ha introdotto Endpoint AI Security, una soluzione che estende la protezione fino ai dispositivi utilizzati dai dipendenti. La piattaforma è progettata per individuare minacce nascoste all’interno di browser, estensioni, plugin e strumenti AI installati localmente, componenti che spesso sfuggono alle tradizionali piattaforme di Endpoint Detection and Response. L’approccio consente di applicare policy coerenti tra cloud ed endpoint, offrendo una visione unificata dei rischi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno dell’organizzazione.
Un altro tassello fondamentale della strategia presentata a Vienna è rappresentato da Zscaler AI Access Graph, una tecnologia sviluppata a partire dall’acquisizione di Symmetry Systems. La soluzione crea una mappatura delle relazioni tra identità, applicazioni, modelli AI e fonti dati, consentendo alle organizzazioni di comprendere in modo più accurato chi accede alle informazioni, attraverso quali agenti e per quali finalità.
L’integrazione con Zero Trust Exchange permette di applicare controlli più rigorosi, ridurre gli accessi non necessari e tracciare in tempo reale la lineage dei dati lungo l’intero percorso, dalla sorgente fino all’utilizzo da parte degli agenti AI. Considerato che i requisiti normativi diventano sempre più stringenti, la capacità di ricostruire i flussi informativi potrebbe diventare uno degli elementi chiave per la governance dell’intelligenza artificiale.
Le novità annunciate includono anche un importante aggiornamento di Zscaler AI Protect, la piattaforma introdotta all’inizio del 2026 per la protezione degli ambienti AI. Sul fronte dell’asset management, la soluzione amplia le capacità di discovery permettendo di individuare AI integrate nelle applicazioni SaaS, server MCP presenti nei cloud pubblici e rischi nascosti nei codebase agentici attraverso attività di scansione del codice. La visibilità viene inoltre estesa alle attività AI che avvengono direttamente sugli endpoint aziendali.
Particolarmente interessante è il rafforzamento delle funzionalità di Secure Access to AI, che ora consentono di estrarre e analizzare i prompt provenienti da oltre 250 applicazioni GenAI, offrendo una visione completa delle conversazioni e supportando le Compliance API di Anthropic e OpenAI. L’azienda introduce inoltre guardrail basati sull’intento dell’intera conversazione e non sul singolo prompt, un approccio che mira a ridurre i tentativi di aggiramento delle policy attraverso sequenze di richieste apparentemente innocue.
L’ultima area di innovazione riguarda la protezione delle applicazioni AI durante l’intero ciclo di vita. Le nuove funzionalità comprendono attività di AI red teaming dedicate ai server MCP, servizi di prompt hardening e strumenti di conformità basati su heat map che aiutano le organizzazioni a identificare le aree più esposte dal punto di vista della governance. L’obiettivo è quello di integrare la sicurezza fin dalle fasi iniziali di sviluppo e distribuzione delle applicazioni AI, evitando che i controlli vengano aggiunti solo successivamente quando i sistemi sono già operativi.
La strategia presentata da Zscaler evidenzia come a fianco della protezione dell’utente serva trovare spazio per la protezione degli agenti AI. Con l’aumento delle identità non umane, delle comunicazioni agent-to-agent e dei workflow automatizzati, le aziende avranno bisogno di strumenti in grado di garantire visibilità, controllo e governance su un ecosistema sempre più distribuito per riuscire a evitare intrusioni e garantire la governance richiesta dalle normative più recenti.
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