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Set 09, 2025 Marina Londei Attacchi, In evidenza, Malware, News, RSS 0
I ricercatori di Arctic Wolf hanno scoperto GPUGate, una nuova tecnica di attacco che sfrutta la struttura dei repository GitHub e gli annunci su Google Ads per distribuire malware.
La catena d’attacco inizia proprio con banner Google Ads creati ad hoc, in modo che compaiano in cima alla lista dei risultati di ricerca. Cercando per esempio “GitHub Desktop”, l’annuncio malevolo veniva presentato come primo risultato e gli utenti non si pongono il problema se sia legittimo o meno.
Cliccando sull’annuncio la vittima viene fatta navigare su uno specifico commit GitHub di un repository legittimo in cui il README è stato modificato e include link malevoli per il download di software. “Integrando l’hash del commit nell’URL stesso della pagina, un attaccante può mostrare una pagina che è identica a quella originale, ma contiene le sue modifiche” spiegano i ricercatori. I link di download contenuti nel README scaricano un eseguibile malevolo che contiene il payload del malware e lo installa.

Oltre alle tecniche di attacco utilizzate, anche il malware è molto particolare: si tratta di un installer Microsoft (MSI) in grado di evadere la maggior parte delle sandbox di sicurezza; inoltre, GPUGate utilizza una routine di decrittografia basata su GPU per mantenere il payload crittografato, anche sui sistemi che non hanno una GPU reale.
GPUGate esegue uno script PowerShell anche per eludere i controlli di sicurezza e continuare a eseguire in background, assegnandosi i privilegi più elevati sul sistema. La capacità di persistere sul sistema consente inoltre al malware di “sopravvivere” a eventuali riavvii.
Secondo il team di Arctic Wolf, l’obiettivo dei cyberattaccanti è ottenere l’accesso ai sistemi aziendali per poi sottrarre credenziali, informazioni sensibili ed eventualmente distribuire ransomware. I privilegi di amministratore consentono al malware non solo di terminare i processi di sicurezza, ma anche di disabilitare meccanismi di ripristino e cancellare file di backup, rendendo l’esecuzione di ransomware ancora più distruttiva.
Le tecniche usate nella campagna garantiscono un’esecuzione del malware “esclusiva”, solo su macchine accuratamente selezionate. “Un approccio così selettivo e accurato garantisce che solo le vittime più “interessanti” vengano infettate, mentre i ricercatori di sicurezza e persino molti prodotti di sicurezza informatica potrebbero inizialmente fallire nella loro analisi” spiegano i ricercatori.
Gli attacchi hanno preso di mira realtà del settore IT dell’Europa occidentale. A giudicare dai commenti presenti nel codice dello script Powershell, il gruppo sarebbe di origine russa. La campagna, scoperta lo scorso 19 agosto, è ancora attiva.
Oltre a utilizzare sistemi di sicurezza avanzati, i ricercatori consigliano di disabilitare l’esecuzione di script PowerShell se non strettamente necessaria e ricordano di scaricare software soltanto dal sito ufficiale del produttore.
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