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Dic 05, 2024 Valentina Caruso Attacchi, News 0
I codici QR, onnipresenti nella nostra vita quotidiana, rappresentano un terreno fertile per i cybercriminali. Secondo Cisco Talos, circa il 60% delle email contenenti codici QR è spam, spesso mirato al phishing o al furto di credenziali usate per l’autenticazione a più fattori (MFA). Pur essendo nati per semplificare l’accesso alle informazioni, traghettando velocemente gli utenti a siti promozionali, codici sconto o pagine informative, tali codici possono essere usati come vettori di attacchi molto insidiosi.
I QR non sono altro che una tipologia di codice a barre bidimensionale, in grado di codificare fino a 4.300 caratteri alfanumerici. Possono veicolare diversi tipi di dati, ma in genere sono usati per codificare gli indirizzi web.

Sfruttando i dispositivi mobili, spesso meno protetti rispetto ai PC e non connessi alla rete aziendale (generalmente più controllata), i criminali informatici indirizzano le vittime verso siti dannosi, sondaggi o altri strumenti per rubare dati sensibili.
Un fenomeno emergente riguarda, inoltre, la creazione di codici QR “artistici”. I dati che veicolano la minaccia vengono nascosti all’interno di immagini visivamente accattivanti. Questa tecnica non solo rende più difficile identificare i codici malevoli, ma aumenta anche la probabilità di ingannare le vittime. Queste immagini hanno, infatti, maggiori possibilità di sfuggire ai tradizionali sistemi di sicurezza.

Immagine artistica che nasconde un codice QR fraudolento
Un caso riportato di recente dalla BBC evidenzia come adesivi con codici QR fraudolenti siano stati posizionati sui parchimetri. Il sistema serviva a traghettare i pagamenti degli ignari automobilisti nelle tasche dei criminali. Si tratta di QR molto ben realizzati, che sembrano emessi dall’ente di gestione ufficiale dei parcheggi.
Nell’immagine qui sotto, invece, si vede una falsa email di Microsoft che invita a immettere nuovamente le credenziali per l’autenticazione a due fattori. Il QR porta, come è facile immaginare, a un sito fasullo creato dagli hacker di turno.

Una mail fraudolenta che si spaccia per Microsoft invitando l’utente a inserire le proprie credenziali
Proteggersi, fortunatamente, è più facile di quello che si potrebbe pensare. Bisogna però avere la pazienza di controllare ogni QR, utilizzando una delle tante piattaforme gratuite di decodifica disponibili online. Le aziende, invece, possono affidarsi a soluzioni avanzate, in grado di bloccare le email contenenti codici QR sospetti prima che raggiungano le caselle di posta destinatarie.
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