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Set 17, 2024 Marina Londei Attacchi, In evidenza, Malware, News, RSS 0
Pochi giorni fa il Port of Seattle, l’agenzia governativa statunitense che gestisce il porto marittimo di Seattle e il Tacoma International Airport, ha confermato che l’attacco subito lo scorso 24 agosto è stato opera del ransomware Rhysida.
“Il Port of Seattle, incluso l’aeroporto SEA, sta soffrendo un’indisponibilità dei sistemi di rete che sta impattando alcuni sistemi aeroportuali. I passeggeri sono invitati a verificare con le compagnie aree le ultime informazioni sui loro voli” aveva scritto l’Agenzia su X il giorno dell’attacco. In seguito, il Port of Seattle aveva avanzato l’ipotesi che si trattasse di un cyberattacco.

Pixabay
La conferma è arrivata il 13 settembre sempre tramite un post su X: “L’incidente è stato un attacco ransomware da parte del gruppo criminale conosciuto come Rhysida“. L’Agenzia ha comunicato di essere riuscita a fermare l’attacco e di non aver registrato altre attività non autorizzate sui sistemi; ad oggi però il sito ufficiale del Port of Seattle risulta ancora offline, come si legge negli aggiornamenti della Washington Public Ports Association.
L’Associazione ha riportato un comunicato stampa dell’Agenzia in cui si comunica che, nonostante l’intervento tempestivo dei team di sicurezza, i cybercriminali sono riusciti a cifrare alcuni dati. Per bloccare le attività malevole il Port of Seattle ha dovuto inibire diversi servizi, tra i quali il check-in, il Wi-Fi pubblico, l’applicazione flySEA, la gestione dei bagagli e la prenotazione dei parcheggi.
“Il nostro team è riuscito a riportare online la maggior parte di questi sistemi entro una settimana, mentre sta ancora lavorando al ripristino di altri sistemi come il nostro sito web pubblico e i portali interni” ha spiegato il Port of Seattle.
L’Agenzia ha reso noto di non aver il riscatto richiesto e che, per questo motivo, gli attaccanti potrebbero decidere di pubblicare i dati che sostengono di aver sottratto. Al momento il Port of Seattle non è a conoscenza della natura dei dati che sono stati sottratti; se dovesse trattarsi di informazioni personali di passeggeri o dipendenti, l’Agenzia ha comunicato che informerà immediatamente le persone coinvolte.
Oltre agli sforzi per il ripristino dei sistemi e l’analisi dell’attacco, il Port of Seattle ha dichiarato di star lavorando al rafforzamento delle proprie linee di difesa. “Durante il ripristino e la ricostruzione dei sistemi, abbiamo adottato ulteriori misure per migliorare i controlli esistenti e proteggere ulteriormente il nostro ambiente IT, tra cui il rafforzamento della gestione delle identità e dei protocolli di autenticazione, nonché il miglioramento del monitoraggio“.
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