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Ott 05, 2023 Marina Londei Attacchi, Minacce, News, RSS 0
LockBit 3.0 Black e BlackCat, conosciuto anche come AlphV, sono tornati a colpire le organizzazioni di tutto il mondo, comprese quelle italiane. I ricercatori di TG Soft, firma di sicurezza italiana, hanno individuato nuove attività dei due gruppi ransomware e hanno dimostrato l’utilità delle proprie tecnologie di Heuristic Behavior nel contrastarle.
Le soluzioni, disponibili già dal 2015, si sono dimostrate efficaci anche contro alcune varianti delle due famiglie e, in un ambiente di simulazione, sono riuscite a bloccare gli attacchi entro 100 millisecondi dall’inizio del processo di cifratura.
Nel caso di LockBit 3.0 Black, i cybercriminali ottengono l’accesso ai sistemi tramite RDP. I ricercatori hanno replicato la catena di attacco e sono riusciti a bloccare gli attacchi nelle fasi iniziali utilizzando la soluzione Vir.IT AntiRansomware eXplorer PRO, un tool in grado di monitorare i file di sistema e, nel caso si verificasse un processo di cifratura, inibire immediatamente l’accesso ai documenti.
Nonostante l’efficacia della soluzione, i ricercatori consigliano caldamente di bloccare l’accesso RDP, visto che è una delle modalità più usate dai cybercriminali per accedere ai sistemi.

Credits: stevanovicigor- Depositphotos
La soluzione di TG Soft si è rivelata efficace anche contro il ransomware BlackCat, bloccandolo durante le prime fasi di cifratura dei file. Il sistema della compagnia è anche in grado di ripristinare i pochi file cifrati tramite i tool BackupOnTheFly e Vir.IT Backup.
Durante la simulazione, il dispositivo colpito è stato isolato automaticamente dal resto del rete in modo da bloccare la diffusione del malware, assicurando la continuità operativa.
Oltre a disabilitare l’accesso tramite RDP, per bloccare ransomware come LockBit 3.0 Black e BlackCat i ricercatori sottolineano l’importanza di configurare correttamente i software, specialmente quelli esposti sul web, e di mantenerli aggiornati con le ultime patch di sicurezza.
Le applicazioni devono anche essere usate correttamente, quindi è indispensabile estendere i training di sicurezza a tutti i dipendenti per renderli consapevoli delle minacce più diffuse e delle modalità di accesso iniziale.
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