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Dic 27, 2022 Marina Londei Approfondimenti, Mercato, Minacce, RSS 0
La sicurezza non è ancora una priorità per il mercato dell’High Performance Computing. Al momento i produttori sono più interessati alle performance dei supercomputer, anche se il problema della cybersecurity è stato sollevato più volte. In questi sistemi, però, implementare soluzioni di sicurezza spesso comporta una perdita di prestazioni non indifferente.
Sicurezza e performance dell’HPC non sembrano andare d’accordo per ora. I vendor sono riluttanti ad apportare modifiche per aumentare la sicurezza quando queste incidono sulla velocità dei sistemi. La cybersecurity rimane però una questione fondamentale, tanto che il NIST ha definito un gruppo di esperti per definire linee guida e modelli per risolvere il problema.

La sicurezza dei sistemi di High Performance Computing è molto diversa da quella dei computer classici. I supercomputer sono condivisi tra diversi team che si connettono al sistema per eseguire simulazioni: la sicurezza dell’HPC non può interferire con questi processi e, a seconda dell’architettura, va implementata una soluzione diversa.
Organizzazioni e vendor stanno seguendo approcci differenti riguardo la gestione dei sistemi e della loro security. Università, agenzie governative e enti di ricerca prediligono installazioni on-site con rack interconnessi; una scelta in forte contrapposizione al trend attuale che vede il mercato spostarsi verso soluzioni cloud. Queste organizzazioni hanno espresso più volte i loro dubbi sui problemi legati alla sicurezza con un sistema non più on-premise.

Dall’altra parte vendor come AWS o Microsoft Azure stanno cercando di modernizzare l’HPC spostandolo sul cloud per ottenere maggiore scalabilità, mantenendo al contempo un alto livello di sicurezza; questa, al momento, viene garantita tramite l’utilizzo di controller che aggiungono un layer di confidenzialità per proteggere i dati quando sono memorizzati, elaborati e trasportati in rete. AWS, ad esempio, ha scelto Nitro V5 come aggiunta hardware per gestire il controllo degli accessi e la cifratura di rete.
Il dibattito sulla sicurezza nell’High Performance Computing è ancora aperto: la maggior parte degli attori è più interessato alle performance che alla cybersecurity. Il problema va affrontato al più presto: il cybercrimine presto si evolverà anche per colpire i sistemi di supercomputer.
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