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Lug 14, 2022 Redazione news Gestione dati, News, RSS 0
L’azienda di hardware per giochi Razer ha citato in giudizio il fornitore di servizi informatici Capgemini sostenendo che abbia causato una violazione della sicurezza informatica del 2020, che ha portato a una fuga di dati sui clienti e sulle vendite.
Come riporta il quotidiano singaporiano Straits Times, nel processo (ancora in corso) Razer ha dichiarato che la violazione le ha causato perdite per almeno 7 milioni di dollari. Oltre alla significativa perdita di profitti, infatti, il produttore considera anche i costi sostenuti per indagare e rispondere all’incidente e per trattare con le autorità di regolamentazione in seguito all’accaduto.

Razer sta richiedendo il risarcimento a Capgemini perché sostiene che uno dei suoi dipendenti abbia causato la violazione quando ha erroneamente configurato un server, disattivando le impostazioni di sicurezza.
Secondo l’accusa l’errore si è verificato durante una finestra di 16 minuti il 18 giugno 2020 ed è stato causato da qualcuno che aveva accesso al file di configurazione del server e ha disattivato la linea di codice relativa alle impostazioni di sicurezza. Razer ha dichiarato che un dipendente di Capgemini (il Sig. Cabalag) è stato l’unico ad accedere al server durante quel periodo di tempo ed era l’unico con i necessari privilegi.
Tra il 18 giugno e il 10 settembre 2020 è avvenuta la fuga di dati, per la quale si stima che circa 100.000 clienti in tutto il mondo abbiano visto trapelare le loro informazioni di spedizione e i dettagli degli ordini.
Capgemini afferma che il suo dipendente non ha causato l’errata configurazione e suggerisce che la presenza di nuovi indirizzi IP impostati da Razer potrebbe essere stata la causa del problema.
Ha inoltre dichiarato che Razer è responsabile di non aver mitigato le perdite, non avendo preso provvedimenti dopo essere venuta a conoscenza della violazione della sicurezza nell’agosto 2020 attraverso il suo canale di supporto.
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