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Feb 02, 2022 Redazione news Hacking, News 0
Check Point Research (CPR) ha pubblicato un rapporto che spiega dettagliatamente i metodi attualmente usati dagli hacker per sottrarre denaro alle persone con errori volontari nella configurazione di contratti smart, che sono programmi memorizzati su una blockchain eseguiti quando si verificano condizioni predeterminate.
Uno dei metodi utilizzati è creare campagne su social media come Twitter e Telegram per pubblicizzare un progetto. I truffatori non rivelano la propria identità o ne usano una falsa e non appena raccolgono la quantità di denaro desiderata abbandonano il progetto, cancellando tutti i canali social relativi.

In altri casi gli hacker usano veri e propri servizi di truffa per creare i contratti o ne copiano uno già noto modificando nome e simbolo del token. In altri ancora manipolano le funzioni legate al trasferimento di denaro, impedendo per esempio la vendita o aumentando l’importo della fee.
Ci si trova così, per esempio, con token che contengono una fee d’acquisto o di vendita del 99% che sottrae tutti i soldi, rispettivamente, nella fase di acquisto o di vendita. In altri casi i token non permettono all’acquirente di rivendere: solo il proprietario può farlo.
Ci sono però degli accorgimenti utili che gli utenti possono adottare per evitare le truffe. Il primo è diversificare i wallet, ossia gli strumenti con cui conservano e gestiscono le proprie criptovalute. La strategia è averne almeno due diversi, uno per custodire i propri acquisti e l’altro per commerciare e scambiare criptomoneta.
Così, se un cybercriminale riesce a violare il wallet usato per gli scambi, non ha comunque accesso a quello dove sono custoditi i bitcoin già acquisiti, che restano quindi al sicuro.
Un’altra strategia utile è inviare una transazione di prova, con un importo minimo, in modo da poter scoprire con un rischio minore se si sta mandando denaro a un falso wallet. Come sempre è anche consigliabile utilizzare l’autenticazione a due fattori sulle piattaforme su cui si ha un account.
I risultati di CPR si basano su sue ricerche precedenti sulle criptovalute. La divisione Threat Intelligence di Check Point Software Technologies ha infatti identificato lo scorso ottobre il furto di wallet di criptovalute su OpenSea, il più grande mercato di NFT (token non fungibili) del mondo. A novembre ha rivelato inoltre come gli hacker abbiano usato campagne di phishing sui motori di ricerca, rubando mezzo milione di dollari in pochi giorni.
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