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Set 02, 2021 Marco Schiaffino In evidenza, News, Scenario, Tecnologia, Vulnerabilità 0
Tra le suggestioni legate alla possibilità di creare computer in grado di sfruttare la meccanica quantistica, una impatta direttamente su uno dei pilastri della cybersecurity: la crittografia.
Secondo molti ricercatori, infatti, una delle conseguenze della comparsa di computer quantistici (quantum computer) sarebbe la possibilità di scardinare con relativa facilità i sistemi di crittografia asimmetrica, quelli cioè utilizzati normalmente per proteggere le comunicazioni online e non solo.
A tranquillizzare il settore in merito al rischio di una “apocalisse crittografica”, però, arriva adesso un documento della National Security Agency che affronta il tema in una prospettiva che sembra voler sedare le inquietudini.
Nel corposo report pubblicato su Internet dall’NSA, tutto questo sembra essere ancora come una sorta di rischio ipotetico. “L’NSA non sa quando o se mai verrà sviluppato un computer quantistico con dimensioni sufficienti e capacità per violare i sistemi di crittografia a chiave pubblica”.
Nel gergo dell’agenzia, che ama gli acronimi, una macchina di questo genere definita come “Cryptographically Relevant Quantum Computer” o CRQC.

Le considerazioni di cui sopra, nella logica del documento, servono a chiarire il motivo per cui i sistemi crittografici individuati come standard dall’NSA per i National Security Systems (NSS) non prevedono algoritmi “a prova di computer quantistico”, ma solo sistemi piuttosto tradizionali (RSA; Diffie-Hellman; SHA e AES) con un livello di robustezza adeguato.
Tutti tranquilli, dunque? Non proprio. Secondo i soliti maligni, infatti, il ruolo giocato dal governo statunitense nella definizione degli standard di sicurezza ha sempre rappresentato una sorta di “area grigia” in cui si annidano sospetti più o meno confessabili.
In passato, infatti, molti ricercatori hanno sollevato il dubbio che certe scelte nella definizione degli standard potessero essere considerate discutibili e avessero l’obiettivo nascosto di consentire ai servizi di intelligence di violarne l’integrità.
Insomma: di fronte a una dichiarazione dell’NSA che tranquillizza il settore definendo improbabile la realizzazione in tempi brevi di un computer quantistico, la domanda viene spontanea: non ne avranno sviluppato uno già pronto all’uso?
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