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Giu 04, 2019 Marco Schiaffino News, Prodotto, Scenario, Tecnologia 0
Qualsiasi esperto di sicurezza, da anni, batte sempre sullo stesso tasto: per garantire un livello di sicurezza adeguato all’interno di reti sempre più complesse e articolate serve avere la massima trasparenza, dove per trasparenza si intende la possibilità di “vedere” tutto.
Il problema è che non tutti i sistemi di protezione sono in grado di dialogare tra loro con l’efficacia necessaria per ottenere questo risultato. Figuriamoci quado poi si parla di dispositivi collegati in rete. Dan Schiappa, senior vice president di Sophos, spiega il concetto con una semplice frase: “non puoi proteggere quello che non vedi”.
Ecco perché dalle parti della società di sicurezza con sede a Oxford hanno deciso che per garantire la massima visibilità di ciò che succede all’interno delle infrastrutture è necessario un cambio di passo.
“Dopo aver sviluppato Central, il sistema cloud di Sophos per l’orchestrazione delle nostre soluzioni di sicurezza, abbiamo deciso di ampliare il campo di azione” spiega Dan. “In questo modo è possibile utilizzare il sistema di controllo unificato anche se all’interno del network sono presenti dispositivi di sicurezza di altri produttori”.

L’idea è quella di rilasciare delle API che consentono a Central di dialogare con prodotti di terze parti, in modo da aumentare esponenzialmente il livello di trasparenza all’interno dell’infrastruttura IT.
E non stiamo parlando soltanto di strumenti di sicurezza: nell’ottica Sophos il dialogo dovrebbe coinvolgere qualsiasi componente collegato alla rete, compresi i dispositivi IoT.
Il paragone che fa Dan Schiappa è quello con gli scenari delineati per le auto a guida autonoma. “Un sistema di guida che può contare sui dati che provengono da una singola auto può consentire una discreta affidabilità” spiega l’esperto di Sophos. “Il vero salto di qualità, però, si ottiene se ogni sistema di guida può accedere ai dati inviati dalle auto che gli stanno intorno, in modo da avere una visione complessiva di tutto ciò che avviene”.
La strategia di Sophos, spiegano dall’azienda, sarà scaglionata in tre fasi. La prima prevede il rilascio delle API per i partner a partire dall’estate 2019, seguita da una fase rivolta ai Managed Service Provider nell’autunno. Per gli sviluppatori di terze parti, invece, bisognerà aspettare il 2020.
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