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Apr 24, 2019 Marco Schiaffino Attacchi, Hacking, In evidenza, Intrusione, Malware, News, RSS, Vulnerabilità 0
Si chiama Social Warfare ed è un plugin piuttosto popolare tra gli utenti WordPress. La sua funzione è quella di consentire la condivisione di contenuti sui social media.
Lo scorso 21 marzo, però, sono emerse due vulnerabilità (CVE-2019-9978) che affliggono le versioni di Social Warfare precedenti alla 3.5.3.
La Unit 42 di Palo Alto Networks, che ha individuato le falle di sicurezza, spiega nel suo report che l’uso combinato dei due bug (uno è un classico Cross Site Scripting, l’altro un’esecuzione di codice in remoto) permette nella pratica di eseguire codice PHP sul sito e, di conseguenza, prenderne il completo controllo.
A distanza di un mese, sempre secondo i ricercatori della Unit 42, la situazione è tutt’altro che risolta. Nonostante la disponibilità di un aggiornamento che corregge i bug, infatti, sono ancora tantissimi i siti Internet gestiti con WordPress che utilizzano una versione vulnerabile del plugin.
Nel frattempo, i cyber-criminali stanno sfruttando la situazione in ogni modo e nei bassifondi del Web si moltiplicano gli exploit che sfruttano le falle di sicurezza.
Gli attacchi individuati dai ricercatori puntano a prendere il possesso dei siti per poi sfruttarli per i loro scopi. I payload utilizzati variano dall’iniezione di JavaScript per la generazione di cripto-valute (sullo stile di CoinHive) al dirottamento del traffico verso pagine Web con inserzioni pubblicitarie o exploit che installano malware sui computer dei visitatori.
E il fenomeno non accenna a decrescere: una ricerca su Internet, sempre riportata nello studio della Unit 42, indica che ci sono attualmente più di 42.000 siti che utilizzano il plugin e molti di questi hanno ancora una versione non aggiornata.
Un problema, quello dei plugin WordPress vulnerabili ad attacchi, che nel mondo della sicurezza è ben conosciuto ma per il quale si stenta ancora a trovare soluzioni efficaci. Secondo una ricerca di Imperva, infatti, il 98% delle vulnerabilità di WordPress del 2018 sono collegate a un plugin.
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