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Set 04, 2018 Marco Schiaffino In evidenza, Malware, News, RSS, Scenario 0
Nessuno mette in dubbio il fatto che Google si stia prodigando per tenere alla larga malware e trojan dal suo store. I risultati, però, continuano a lasciare piuttosto a desiderare. La cronaca degli ultimi giorni, infatti, sembra un vero e proprio bollettino di guerra.
Ad aprire le danze è stato Dr.Web, che il 29 agosto ha pubblicato un report segnalando dozzine di app (tutte in lingua russa) che contenevano un trojan in grado di dirottare la navigazione delle vittime su siti di phishing che proponevano l’installazione di altre applicazioni nocive.
Per diffondere il trojan, i cyber-criminali hanno usato una versione “modificata” di Alissa, l’assistente vocale del motore di ricerca Yandex, il più usato in Russia.
Nella giornata di ieri, invece, le cattive notizie le ha portate Lukas Stefanko di ESET, che ha segnalato la presenza di alcune app che contenevano un trojan.
I malware, camuffati da applicazioni per leggere l’oroscopo, avevano in realtà numerose funzionalità che consentivano ai pirati informatici di leggere SMS e log, inviare messaggi, rubare le credenziali delle carte di credito e installare ulteriori app sul dispositivo.

La sua segnalazione (inviata a Google prima che su Twitter) ha permesso di rimuoverle dallo store, ma non prima che venissero installate da almeno 1.500 persone.
Diverso l’impatto che ha avuto Onavo, una VPN (il software è sviluppato da una società israeliana controllata da Facebook) che al posto di proteggere la navigazione registra tutti i dati sulla navigazione degli utenti. In questo caso il numero di installazioni supera i 10 milioni di dispositivi.
E il numero potrebbe crescere. Mentre Apple l’ha rimossa dal suo App Store, Google ha infatti deciso di lasciarla lì a disposizione degli utenti Android che hanno voglia di farsi spiare.

Il pattume su Google Play non si limita però a malware e spyware. Nello store si trovano anche applicazioni che promettono funzionalità assurde, almeno in teoria incompatibili con le policy anti-spam di Google.
Un esempio? Lo cita sempre Lukas Stefanenko con un tweet ironico riguardo il “successo” di alcune applicazioni che promettevano di espandere la RAM dello smartphone a 128 GB.

Insomma: ancora oggi per gli utenti Android i sistemi anti-malware di Google Play rappresentano una protezione decisamente insufficiente. Se a questo si aggiunge che molti dei malware citati in questa pagina hanno un bassissimo livello di rilevazione da parte dei principali motori antivirus, il quadro rimane tutt’altro che roseo.
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