Aggiornamenti recenti Giugno 9th, 2026 12:26 PM
Set 04, 2018 Marco Schiaffino Attacchi, News, RSS, Scenario 0
Dietro gli attacchi del gruppo APT10 (conosciuto anche come Stone Panda) c’è il Ministero della Pubblica Sicurezza di Pechino. A dirlo sono i ricercatori di CrowdStrike, che hanno elaborato numerosi report riguardanti l’attività del gruppo hacker noto per aver messo a segno una serie di campagne di cyber-spionaggio a partire dal 2013.
I report sono stati pubblicati da un gruppo (o almeno si pensa) che si fa chiamare IntrusionTruth e che in una serie di post ha reso pubbliche informazioni che collegherebbero APT10 al Ministero della Pubblica Sicurezza della Repubblica Popolare Cinese.
Il materiale in questione, che analizza le connessioni tra vari individui e società cinesi coinvolti a vario titolo in attività di hacking e (contemporaneamente) in ruoli di rilievo nelle istituzioni cinesi, è stato verificato da numerosi team specializzati nell’analisi di attacchi informatici e forma un quadro piuttosto nitido, anche se nel suo post il ricercatore di CrowdStrike Adam Kozy mantiene un certo livello di cautela per quanto riguarda le conclusioni.
Il report della società di sicurezza, però, arriva in un momento piuttosto particolare. Proprio in questi giorni, infatti il Congresso USA sta portando avanti un progetto di legge che potrebbe avere ripercussioni piuttosto “pesanti” in vicende come queste.

Si chiama Cyber Deterrence and Response Act (qui il testo del provvedimento) ed è una norma che prevedrebbe l’obbligo, da parte del Presidente degli Stati Uniti di “reagire” di fronte ai cyber-attacchi che prendono di mira gli interessi nazionali statunitensi.
Anche se non è difficile intravedere dietro alla proposta di legge un tentativo di mettere in difficoltà l’amministrazione Trump di fronte alla vicenda del Russiagate, l’eventuale approvazione del provvedimento segnerebbe un ulteriore passo verso il riconoscimento di Internet come un vero “campo di battaglia”.
In particolare, un passaggio del genere richiederebbe di rivedere il concetto stesso di attribuzione degli attacchi. A oggi, infatti, la responsabilità viene attribuita in maniera decisamente “allegra”, spesso seguendo gli umori dell’opinione pubblica o le necessità dell’agenda politica.
Se davvero la nuova normativa comportasse un sistema “automatico” di reazione, le cose dovrebbero necessariamente cambiare. Per lo meno, lo si spera.
Feb 25, 2026 0
Dic 15, 2025 0
Set 12, 2025 0
Ago 13, 2025 0
Giu 09, 2026 0
Giu 04, 2026 0
Mag 28, 2026 0
Mag 27, 2026 0
Giu 09, 2026 0
Il nuovo assetto geopolitico mondiale ha messo a nudo una...
Mag 28, 2026 0
A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report”...
Mag 25, 2026 0
Un volto reale può essere modificato dall’intelligenza...
Mag 22, 2026 0
Gli agenti di intelligenza artificiale sono ormai entrati...
Mag 07, 2026 0
Il problema del dipendente “infedele” è vecchio quanto...
Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...
Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...
Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...
Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...
Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...
Giu 09, 2026 0
Il nuovo assetto geopolitico mondiale ha messo a nudo
Giu 04, 2026 0
Un gruppo cybercriminale di lingua cinese fino a poco...
Mag 28, 2026 0
A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report”...
Mag 27, 2026 0
Le campagne di SEO poisoning non sono certo una novità...
Mag 21, 2026 0
L’epoca d’oro dei bug bounty potrebbe stare entrando in...
