Aggiornamenti recenti Febbraio 6th, 2026 2:30 PM
Apr 06, 2018 Marco Schiaffino Attacchi, Gestione dati, Hacking, In evidenza, Intrusione, News, Privacy, RSS 0
Ci vorrà del tempo per capire l’esatta portata dell’attacco che ha permesso a un gruppo di pirati informatici di mettere le mani sui dati delle carte di credito (e non solo) di un numero imprecisato di persone.
Protagonista della vicenda è [24]7.ai, una società con sede a San Jose che si occupa di fornire soluzioni di customer care, tra cui i software per la live chat con i clienti che sfruttano sistemi automatizzati basati sull’intelligenza artificiale.
Stando alle prime ricostruzioni, i sistemi di [24]7.ai sarebbero stati violati il 26 settembre del 2017 e l’azienda si sarebbe accorta dell’intrusione il 12 ottobre seguente. La vicenda è stata resa pubblica solo il 4 aprile scorso.
Il comunicato di [24]7.ai, però, dice veramente poco. Vi si legge soltanto che l’azienda avrebbe speso i successivi 5 mesi a investigare sull’attacco in collaborazione con le forze di polizia e avrebbe infine avvisato i clienti coinvolti. Sempre stando al comunicato di [24]7.ai, si tratterebbe di “poche società”.
Il problema è che se le “poche società” sono delle dimensioni di quelle che per il momento hanno dichiarato di aver subito le conseguenze dell’attacco, il tentativo dei dirigenti [24]7.ai di minimizzare l’accaduto sono decisamente fuori luogo.
La prima a iscriversi all’elenco delle vittime è stata infatti Delta Airlines, una delle maggiori compagnie aeree negli Stati Uniti. Delta non specifica quanti siano i clienti coinvolti, ma si limita a specificare che i pirati non avrebbero avuto accesso ai passaporti e documenti d’identità degli utenti.
![Hackerata [24]7.ai](https://www.securityinfo.it/wp-content/uploads/2018/04/delta.jpg)
Se tutte le aziende coinvolte hanno le dimensioni di quelle che hanno annunciato di aver subito danni dall’attacco, le conseguenze potrebbero essere devastanti.
Impossibile sapere quante siano le aziende davvero coinvolte o se ci sia qualche altro “big” tra le vittime. Stando a quanto riportato da Delta, in ogni caso, i clienti colpiti non sono solo quelli che hanno interagito con i servizi di assistenza via chat.
Di tutta la vicenda, restano le perplessità legate ai tempi. I 5 mesi trascorsi prima di avvisare i clienti sembrano decisamente troppi ed è certo che questa “inerzia” non avrà effetti particolarmente positivi su [24]7.ai. Per lo meno a livello di immagine.
Gen 28, 2022 0
Gen 27, 2022 0
Gen 26, 2022 0
Gen 25, 2022 0
Feb 06, 2026 0
Feb 06, 2026 0
Feb 05, 2026 0
Feb 03, 2026 0
Feb 06, 2026 0
L’intelligenza artificiale automatizzerà...
Gen 16, 2026 0
Dall’ultima ricerca di Reflectiz, “The State of...
Gen 15, 2026 0
Microsoft ha annunciato di aver smantellato RedVDS, una...
Gen 13, 2026 0
Gli utenti aziendali utilizzano ancora password deboli,...
Gen 05, 2026 0
Il mondo della cybersecurity si appresta a vivere un 2026...
Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...
Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...
Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...
Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...
Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...
Feb 06, 2026 0
La sicurezza di n8n, una delle piattaforme open source...
Feb 05, 2026 0
Secondo Palo Alto Networks, un gruppo di cyber-spionaggio...
Feb 03, 2026 0
Microsoft ha comunicato che l’autenticazione NTLM verrà...
Feb 02, 2026 0
Gli attacchi alla supply chain continuano a mietere vittime...
Gen 30, 2026 0
I ricercatori di BitDefender hanno scoperto una campagna...
