Aggiornamenti recenti Giugno 4th, 2026 2:52 PM
Mar 22, 2018 Marco Schiaffino In evidenza, News, RSS, Vulnerabilità 4
C’è un detto buddista che recita: “La generosità non è importante per l’inconsapevole. Ma il saggio trova la sua gioia nel condividere”. Qualche volta, però, chi esercita a generosità rischia di condividere qualcosa che non ha previsto… per esempio delle informazioni sensibili conservate sul suo computer.
Il rischio deriva da una falla di sicurezza (CVE-2018-0878) nella funzione di Assistenza Remota, introdotta da Microsoft con Windows XP e presente in tutte le versioni successive del sistema operativo Microsoft.
Assistenza Remota è un sistema che consente di chiedere assistenza tecnica a un utente Windows di cui ci fidiamo, permettendogli di prendere il controllo a distanza del nostro computer per risolvere, ad esempio, un problema di impostazioni.
Di solito, quando emergono problemi di sicurezza in funzioni di questo tipo, il rischio è collegato agli abusi da parte di chi prende il controllo della macchina. Come spiega Nabeel Ahmed in un suo report, però, in questo caso è esattamente l’opposto.

La funzione di Windows è pensata per consentire agli utenti di aiutarsi l’un l’altro per risolvere eventuali problemi. Tutto molto bello, ma…
La procedura per richiedere assistenza, infatti, prevede l’invio di un file chiamato Invitation.msrcincident, che una volta aperto consente di avviare la sessione di controllo remoto. Si tratta di un file XML che il mittente può però modificare prima di inviarlo al “buon samaritano”.
Come spiega Ahmed, all’interno del file può essere inserito in particolare del codice che sfrutta una vulnerabilità XEE (XML External Entity) e che consentirebbe di avviare l’upload di uno specifico file verso un server esterno.
Naturalmente chi porta l’attacco deve conoscere l’esatta posizione del file sul computer della vittima. Nel caso di file di configurazione che contengono per esempio le credenziali di accesso a un servizio o a un programma, individuare il percorso di default non è così difficile.
La falla di sicurezza è stata corretta con l’ultima tornata di aggiornamenti distribuiti da Microsoft. Esclusi solo gli utenti di Windows XP, per il quale (con qualche eccezione) Microsoft ha terminato il supporto l’anno scorso.
Si spera però che le probabilità che qualcuno si fidi a chiedere assistenza a chi usa un sistema operativo per il quale non vengono forniti nemmeno gli aggiornamenti di sicurezza, siano piuttosto basse. Vero?
Nov 17, 2025 0
Mag 30, 2025 0
Apr 28, 2025 0
Mar 17, 2025 0
Giu 04, 2026 0
Mag 28, 2026 0
Mag 27, 2026 0
Mag 25, 2026 0
Mag 28, 2026 0
A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report”...
Mag 25, 2026 0
Un volto reale può essere modificato dall’intelligenza...
Mag 22, 2026 0
Gli agenti di intelligenza artificiale sono ormai entrati...
Mag 07, 2026 0
Il problema del dipendente “infedele” è vecchio quanto...
Apr 29, 2026 0
Stanno arrivando, ma non nascono già pronti. Stiamo...
Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...
Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...
Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...
Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...
Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...
Giu 04, 2026 0
Un gruppo cybercriminale di lingua cinese fino a poco...
Mag 28, 2026 0
A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report”...
Mag 27, 2026 0
Le campagne di SEO poisoning non sono certo una novità...
Mag 21, 2026 0
L’epoca d’oro dei bug bounty potrebbe stare entrando in...
Mag 20, 2026 0
Un attacco informatico basato su una vulnerabilità...

4 thoughts on “La falla in Windows mette a rischio il “buon samaritano””