Aggiornamenti recenti Febbraio 3rd, 2026 4:00 PM
Gen 30, 2018 Marco Schiaffino Hacking, In evidenza, Malware, News, RSS 1
Chi ha detto che non sia una buona idea quella di rubare ai ladri? Stando a quanto riporta Proofpoint, violare una delle prime regole del “codice non scritto” tra malfattori sarebbe invece piuttosto conveniente.
Il caso è quello di un gruppo di hacker che gestiscono un Tor Proxy chiamato Onion.top e che avrebbero cominciato a dirottare sistematicamente gli indirizzi che fanno riferimento a wallet Bitcoin su un conto in loro possesso.
Facciamo un passo indietro. I Tor Proxy sono servizi che consentono di collegarsi a siti del Dark Web (quelli sul circuito Tor) anche senza aver installato il software di navigazione anonima. Si tratta di un metodo alternativo per accedere al “lato oscuro” di Internet, che non richiede le conoscenze tecniche normalmente necessarie per accedere al circuito Tor.
In pratica, passando attraverso un Tor Proxy si può aprire un sito .onion senza che sia necessario installare e avviare Tor. Tutto quello che si deve fare è aggiungere un suffisso (per esempio .top, .cab, .to) all’URL. Per collegarsi al sito ilmiosito.onion è quindi sufficiente digitare ilmiosito.onion.to.
Ed ecco il punto: questo strumento spesso viene usato dai pirati informatici per offrire alle loro vittime un metodo più semplice per collegarsi al sito che permette di versare il riscatto dei ransomware.
Visto che non tutti sono in grado di installare un programma e cambiare le impostazioni del browser (sigh!) l’uso dei Tor Proxy consente ai pirati informatici di offrire un sistema rapido e facile da usare per pagare il riscatto.
Qualcuno però ha pensato di approfittarne, impostando sul proxy un sistema che rileva automaticamente i collegamenti che fanno riferimento a un wallet Bitcoin e che li modifica per dirottare il pagamento a un’altra destinazione.

Ecco la pagina per il pagamento del ransomware GlobeImposter catturata dagli analisti di Proofpoint. L’indirizzo del wallet per il pagamento cambia se al posto di usare Tor si usa Onion.top.
Risultato: i riscatti versati dalle vittime dei ransomware non finiscono nelle tasche dei pirati informatici, ma in quelle di chi gestisce il Tor Proxy.
Ad accorgersene, ancora prima dei ricercatori, sono stati gli stessi cyber-criminali, che sul sito dedicato al pagamento del loro ransomware (quello citato da Proofpoint è LockeR) avvisano le vittime di non utilizzare Onion.top.

Una volta che i cyber-criminali si sono accorti del trucchetto, non solo hanno smesso di inserire i link che fanno riferimento ai Tor Proxy, ma hanno cominciato ad avvisare le vittime di non usare Onion.top.
Stando alla ricostruzione dei ricercatori di Proofpoint, questo giochetto avrebbe permesso ai gestori del Tor Proxy di incassare a sbafo già più di 20.000 dollari.
Gen 05, 2026 0
Dic 18, 2025 0
Nov 19, 2025 0
Nov 04, 2025 0
Feb 03, 2026 0
Feb 02, 2026 0
Gen 30, 2026 0
Gen 29, 2026 0
Gen 16, 2026 0
Dall’ultima ricerca di Reflectiz, “The State of...
Gen 15, 2026 0
Microsoft ha annunciato di aver smantellato RedVDS, una...
Gen 13, 2026 0
Gli utenti aziendali utilizzano ancora password deboli,...
Gen 05, 2026 0
Il mondo della cybersecurity si appresta a vivere un 2026...
Dic 23, 2025 0
Il dark web non è più soltanto un luogo di scambio di...
Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...
Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...
Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...
Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...
Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...
Feb 03, 2026 0
Microsoft ha comunicato che l’autenticazione NTLM verrà...
Feb 02, 2026 0
Gli attacchi alla supply chain continuano a mietere vittime...
Gen 30, 2026 0
I ricercatori di BitDefender hanno scoperto una campagna...
Gen 29, 2026 0
Pochi giorni fa OpenSSL ha rilasciato alcune patch per...
Gen 27, 2026 0
La società di sicurezza Koi Security ha pubblicato una...

One thought on “Hacker dirottano i link su Tor per intascare i riscatti dei ransomware”