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Apr 10, 2017 Marco Schiaffino Malware, Minacce, News, RSS, Trojan 0
I malware per Android non sono solo sempre più numerosi, ma anche sempre più raffinati. Fino a oggi, infatti, la maggior parte dei cyber-criminali che prendevano di mira il sistema di Google si limitavano a confidare sul fatto che gli utenti non utilizzassero antivirus.
Con la nuova versione di Triada, un trojan comparso in Cina nel 2016 e più volte evolutosi nel corso degli ultimi mesi, si assiste invece all’impiego di tecniche di offuscamento che puntano ad aggirare i software di sicurezza.
Come spiegano i ricercatori di Avast, che hanno individuato questa variante di Triada, lo stratagemma adottato da questo specifico trojan fa leva su DroidPlugin, una piattaforma che consente l’esecuzione di qualsiasi applicazione o componente per Android senza che ne sia necessaria l’installazione.
Triada non utilizza vettori particolari per diffondersi, ma conta semplicemente su tecniche di ingegneria sociale La versione individuata dai ricercatori di Avast, per esempio, è stata distribuita in modo da far credere alle potenziali vittime che si trattasse di Wandoujia, un’app Store molto popolare in Cina.

Al momento dell’installazione dell’app infetta, un antivirus non troverebbe nulla di sospetto. I moduli che contengono codice malevolo vengono scaricati solo più tardi.
Ciò che lo rende estremamente insidioso è il suo sistema di funzionamento. In pratica, il trojan è composto da più moduli: quello principale non contiene codice “sospetto”, ma integra una versione di DroidPlugin che utilizza per eseguire ulteriori moduli del trojan senza doverli installare sullo smartphone.
-android.adapi.task
-android.adapi.file
-android.adapi.radio
-android.adapi.location
-android.adapi.camera
-android.adapi.update
-android.adapi.online
-android.adapi.contact
-android.adapi.wifi
Come si desume dal nome dei singoli APK, ogni modulo si occupa di una particolare attività e viene eseguito indipendentemente dagli altri.
I singoli moduli vengono scaricati dal server C&C una volta che il trojan è stato installato sul dispositivo e “girano” nella sandbox di DroidPlugin, in modo che per gli antivirus sia più difficile individuarli.
Triada è programmato per rubare informazioni dal dispositivo infetto, trasmettendole a un server Command and Control che raccoglie i dati.
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