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Set 12, 2016 Marco Schiaffino Mercato, News, Prodotto, Tecnologia 0
La sicurezza su Internet passa anche dalla collaborazione di tutti gli operatori che ci lavorano. E se la collaborazione non arriva in maniera spontanea, qualche forzatura può aiutare. Soprattutto se arriva direttamente da Google.
È questa l’ottica con cui il colosso di Mountain View ha annunciato che il suo browser Chrome cambierà “politica” nell’indicazione dei siti non sicuri. Nella categoria, infatti, finiranno di diritto tutti i siti Internet che contengono moduli per l’invio di password o dati di carte di credito ma non usano HTTPS.
Il mancato utilizzo di HTTPS (con crittografia Transport Layer Security o Secure Sockets Layer) su siti che scambiano informazioni sensibili apre alla possibilità che i dati in transito siano intercettati, mettendo a repentaglio la sicurezza delle transazioni e la privacy degli utenti.
Come viene spiegato da Emily Schechter del Chrome Security Team nel post che annuncia il cambiamento, per ora Chrome usa un’indicazione “neutra” per questo tipo di siti, mentre quelli con HTTPS sono contrassegnati con il classico “lucchetto” che li identifica come sicuri.

Chi navigherebbe tranquillo con questa icona nella barra degli indirizzi?
Secondo i ricercatori di Google, però, l’assenza del simbolo che indica una connessione sicura non è ancora percepito come un problema dalla maggior parte degli utenti. Ecco quindi il cambio di strategia: se chi naviga non nota l’assenza del lucchetto, forse noterà un bel triangolo rosso e la scritta “non sicuro”.
Da gennaio 2017, quindi, si cambia musica e chi non mette a disposizione dei suoi visitatori un collegamento sicuro correrà il rischio di vedere crollare le visite sul suo sito. Stando ai dati di netmarketshare, infatti, Chrome è utilizzato da oltre il 50% di chi naviga su Internet da computer. Lo strumento di pressione, quindi, ha ottime probabilità di funzionare.
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